Il governo stanzia 105 milioni per i Tir e 70 per agricoltura e pesca, ma i blocchi non si fermano
Il Consiglio dei ministri approva un decreto con aiuti da 105 milioni per l'autotrasporto e 70 milioni per agricoltura e pesca. Rixi: «Da marzo ad agosto abbiamo messo 480 milioni». Denunce e scorte ai camion, sospesi gli stop in Calabria e in Sicilia. Mercati vuoti e imprese pronte a fermarsi, chiuso uno snodo autostradale.

Il Consiglio dei ministri approva un decreto con aiuti da 105 milioni per l'autotrasporto e 70 milioni per agricoltura e pesca. Rixi: «Da marzo ad agosto abbiamo messo 480 milioni». Denunce e scorte ai camion, sospesi gli stop in Calabria e in Sicilia. Mercati vuoti e imprese pronte a fermarsi, chiuso uno snodo autostradale.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che stanzia 105 milioni di euro per il settore dell'autotrasporto e 70 milioni per agricoltura e pesca, nel tentativo di rispondere all'emergenza carburanti che sta paralizzando il Mezzogiorno. Lo ha annunciato il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, precisando che complessivamente «da marzo ad agosto abbiamo messo 480 milioni» a disposizione del comparto. Nonostante lo stanziamento, le proteste degli autotrasportatori non accennano a fermarsi e continuano a creare disagi in diverse regioni.
La misura arriva dopo settimane di mobilitazioni spontanee contro il caro gasolio, che hanno visto i camion fermarsi lungo le principali arterie del Sud e non solo. Il decreto prevede risorse specifiche per l'agricoltura e la pesca, settori particolarmente colpiti dall'aumento dei prezzi dei carburanti. Le organizzazioni di categoria chiedono da tempo interventi strutturali, mentre il governo cerca di contenere l'impatto economico e sociale della crisi. Il provvedimento dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento.
Sul fronte dell'ordine pubblico, la situazione resta tesa. Sono state presentate denunce e disposte scorte ai camion che tentano di riprendere la circolazione, mentre gli stop sono stati sospesi in Calabria e in Sicilia. In Campania, invece, le proteste proseguono con picchetti e blocchi stradali. Secondo quanto riferito, un nodo autostradale è stato chiuso, contribuendo ad aggravare i disagi alla circolazione. Le forze dell'ordine sono impegnate a garantire la sicurezza e a prevenire incidenti tra manifestanti e autotrasportatori.
La premier Giorgia Meloni ha commentato la situazione chiedendo la fine dei blocchi, mentre il Garante ha sollecitato la precettazione per garantire i servizi essenziali. Le immagini provenienti da Napoli mostrano mercati vuoti e imprese pronte a fermarsi, con il rischio concreto di ripercussioni sui livelli essenziali di assistenza. La protesta, nata come spontanea, sta assumendo contorni sempre più complessi, con protagonisti che denunciano l'assenza di risposte adeguate da parte delle istituzioni.
Il decreto rappresenta il tentativo del governo di venire incontro alle richieste degli autotrasportatori, ma le misure potrebbero non essere sufficienti a placare gli animi. Le associazioni di categoria continuano a chiedere un tavolo permanente e interventi più incisivi sul costo del gasolio, che resta la principale voce di spesa per molte imprese. Nel frattempo, i cittadini affrontano le conseguenze dei blocchi, tra scaffali vuoti e difficoltà negli approvvigionamenti.
La vicenda si inserisce in un quadro economico delicato, con l'inflazione che continua a pesare sui bilanci delle famiglie e delle imprese. Il governo dovrà ora gestire la fase di conversione del decreto, cercando di mantenere un equilibrio tra le esigenze del settore e la tenuta dei conti pubblici. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le misure adottate riusciranno a riportare la calma o se le proteste si estenderanno ulteriormente.
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