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Le carte Pokémon corrono più dell’S&P 500 e diventano asset tokenizzati
Economia

Le carte Pokémon corrono più dell’S&P 500 e diventano asset tokenizzati

Il PV100 guadagna il 27,9% nel 2026, mentre piattaforme blockchain custodiscono le carte fisiche in caveau e ne scambiano la proprietà digitale.

Aggiornato 14 Ago, 00:044 min
Le carte Pokémon corrono più dell’S&P 500 e diventano asset tokenizzati
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Il PV100 guadagna il 27,9% nel 2026, mentre piattaforme blockchain custodiscono le carte fisiche in caveau e ne scambiano la proprietà digitale.

Nel 2026 una carta Pokémon può restare chiusa in un caveau e cambiare proprietario senza essere spedita. È il cuore della tokenizzazione dei collezionabili, un modello che sta crescendo proprio mentre il mercato premium delle carte registra forti aumenti di prezzo.

L’indice PV100 di PokéViews, composto da 100 carte Pokémon in inglese di alto valore e con sufficiente attività di mercato, è salito del 27,9% dall’inizio dell’anno. Nello stesso periodo l’S&P 500 era a +13,9% al 13 agosto, mentre Bitcoin restava nettamente sotto i livelli di gennaio.

Il confronto richiede prudenza. Il PV100 è un indice di riferimento, non un prodotto finanziario acquistabile come un ETF. È equiponderato, viene ribilanciato ogni mese ed esclude carte graduate, prodotti sigillati e versioni non inglesi. Una collezione reale comporta inoltre costi di autenticazione, conservazione, spedizione e vendita.

La tokenizzazione prova a ridurre proprio questi attriti. Una carta viene verificata e depositata presso un custode. La piattaforma crea poi un token collegato allo specifico oggetto. Il token può essere trasferito tra utenti mentre la carta resta ferma. Se il proprietario vuole riceverla, avvia il riscatto e il token viene ritirato dalla circolazione.

Il modello sta generando volumi importanti. The Block ha rilevato circa 7,4 milioni di dollari di ricavi settimanali sui marketplace Pokémon tokenizzati nella prima settimana di maggio, il 337% in più rispetto a un anno prima. Blockworks Research ha poi contato 324,6 milioni di dollari di spesa onchain nel segmento gacha delle carte tokenizzate a giugno.

La componente gacha è decisiva. L’utente acquista un pacchetto digitale casuale, scopre quale carta fisica gli è stata assegnata e può conservarla, rivenderla o richiederne la consegna. È una versione ad alta velocità dell’apertura di una bustina tradizionale, con la differenza che acquisto e rivendita possono avvenire in pochi secondi.

Questa velocità rende il prodotto molto efficace dal punto di vista commerciale, ma aumenta anche i rischi comportamentali. Quando i pacchetti arrivano a costare centinaia o migliaia di dollari, il confine tra collezionismo e meccaniche simili al gioco d’azzardo diventa più controverso.

Il settore di base è abbastanza grande da attirare capitali e infrastrutture. Mordor Intelligence stima il mercato globale dei trading card games in 15,11 miliardi di dollari nel 2026, contro 13,28 miliardi nel 2025, con una previsione di 24,36 miliardi entro il 2031.

La blockchain, però, non elimina la fiducia. La carta fisica rimane nelle mani di un custode centralizzato. Il valore del token dipende quindi anche dalla sicurezza del caveau, dall’assicurazione, dalla correttezza dell’inventario e dalla capacità della piattaforma di rispettare il riscatto.

Il 16 settembre arriverà l’espansione ufficiale Pokémon TCG: 30th Celebration. Il trentesimo anniversario può alimentare ancora la domanda. La prova più interessante sarà capire se, dopo la festa, i token continueranno a offrire un mercato più efficiente o resteranno soprattutto un modo nuovo di cavalcare la nostalgia.

Autore

Alessia Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.

Fonte: documento originale