Tesla presenta la nuova Roadster tra ritardi e promesse non mantenute
Dopo nove anni di rinvii, Tesla ha svelato la seconda generazione della Roadster. Prestazioni record sulla carta, ma il modello che vola non è prenotabile e nessuna versione con propulsori è omologata per la strada. Il prezzo resta sconosciuto.

Dopo nove anni di rinvii, Tesla ha svelato la seconda generazione della Roadster. Prestazioni record sulla carta, ma il modello che vola non è prenotabile e nessuna versione con propulsori è omologata per la strada. Il prezzo resta sconosciuto.
Dopo nove anni di annunci e rinvii, Tesla ha finalmente mostrato la seconda generazione della Roadster. La presentazione, avvenuta il 15 ottobre, arriva con un ritardo che pesa sui conti e sulla credibilità del marchio: la vettura era stata annunciata nel 2017 con consegne promesse entro pochi anni, ma da allora il progetto è stato posticipato almeno quattro volte, nel 2020, 2021, 2023 e 2024.
La nuova Roadster si presenta in tre allestimenti. La versione Performance, prenotabile con un deposito di 50.000 dollari, non monta propulsori. La Thrust, da 250.000 dollari, aggiunge ugelli posteriori per accelerazioni sotto il secondo. La Rocket, quella che secondo Tesla sarebbe in grado di volare, ospita un solo passeggero, dieci propulsori a gas freddo alimentati da 600 litri di aria compressa e non prevede alcun pulsante di prenotazione: è riservata a inviti. Nessuno dei pacchetti con propulsori è omologato per l'uso stradale, e durante la dimostrazione di Waco nessun essere umano era alla guida.
Rispetto al progetto del 2017, la scheda tecnica si è ridotta. L'autonomia dichiarata scende da 620 miglia a poco più di 300, senza che Tesla specifichi il ciclo di prova utilizzato. I posti passano da quattro a due al massimo. La velocità massima scende da oltre 250 a oltre 230 miglia orarie. L'accelerazione da 0 a 60 miglia orarie migliora: sotto 1,6 secondi per la base, sotto 0,9 per la Thrust e sotto 0,59 per la Rocket. Ma i dati restano sulla carta, come nel 2017. Manca ancora il prezzo di ogni allestimento, così come le informazioni su batteria e powertrain.
Il deposito di 50.000 dollari è rimasto invariato dal 2017. Chi ha prenotato allora ha di fatto prestato a Tesla quella somma senza interessi per quasi un decennio, prima ancora che la Model Y esistesse. Alcuni clienti avevano pagato 250.000 dollari per una delle mille Founders Series. Il ritardo ha alimentato malumori tra i prenotati, tanto che il recensore Marques Brownlee ha pubblicamente chiesto se l'intera operazione fosse uno scherzo.
La vicenda Roadster si inserisce in una storia più ampia di promesse mancate. Nel 2016 Tesla aveva assicurato che ogni auto costruita avesse l'hardware per la guida autonoma completa, poi venduta fino a 15.000 dollari. Nell'aprile 2019 l'amministratore delegato aveva promesso oltre un milione di robotaxi su strada entro il 2020; in seguito ha ammesso che il computer HW3 di milioni di vetture non può garantire una guida senza supervisione. Un giudice californiano ha definito fuorviante il nome del sistema, e il DMV ha concesso a Tesla 60 giorni per correggere la comunicazione commerciale, pena la sospensione delle vendite per 30 giorni. Oggi il prodotto si chiama Full Self-Driving (Supervised).
Anche la missione su Marte con equipaggio, fissata per il 2024, è stata prima spostata a una probabilità del 50 per cento per un volo senza equipaggio a fine 2026, poi ridimensionata: a febbraio SpaceX ha spostato l'attenzione sulla Luna, e i tempi per Marte si sono allungati a vent'anni o più. Sul fronte Optimus, l'azienda aveva promesso almeno mille robot al lavoro in Tesla nel 2025, per poi ammettere a gennaio 2026 che si trattava ancora di unità di ricerca e sviluppo senza impiego operativo. I robotaxi rappresentano l'unico risultato concreto, con servizi senza conducente di sicurezza in alcune città, ma restano lontani dalla copertura nazionale promessa.
La nuova Roadster, con i suoi propulsori ispirati all'SR-71 e all'F-35 e una linea che deve visibilmente qualcosa alla Lotus Esprit, sembra rispondere più a un'esigenza di spettacolo che a una domanda di mercato. Tesla stessa non ne ha ancora definito il prezzo, e la versione che vola non è prenotabile né utilizzabile su strada. Per gli investitori e per i clienti in attesa dal 2017, il problema non è la velocità della vettura, ma la distanza tra ciò che viene annunciato e ciò che viene consegnato.
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