Il principe Andrea nel mirino: ex capo della sicurezza reale si rivolge all'FBI
Un ex responsabile della sicurezza della famiglia reale britannica afferma di possedere informazioni rilevanti sul principe Andrea e di essersi rivolto all'FBI dopo che le autorità britanniche non avrebbero mostrato interesse per la sua testimonianza.

Un ex responsabile della sicurezza della famiglia reale britannica afferma di possedere informazioni rilevanti sul principe Andrea e di essersi rivolto all'FBI dopo che le autorità britanniche non avrebbero mostrato interesse per la sua testimonianza.
Un ex responsabile della sicurezza della famiglia reale britannica ha dichiarato di possedere informazioni rilevanti sul principe Andrea e di aver scelto di consegnarle all'FBI, l'agenzia investigativa federale degli Stati Uniti, dopo che le autorità britanniche non avrebbero mostrato alcun interesse ad ascoltare la sua testimonianza. La vicenda riaccende i riflettori sul secondogenito di Elisabetta II, da anni al centro di inchieste e polemiche legate ai suoi rapporti con il finanziere americano Jeffrey Epstein.
Secondo quanto riferito, l'uomo avrebbe ricoperto per anni un ruolo di primo piano nella protezione dei membri della famiglia reale, un incarico che gli avrebbe consentito di osservare da vicino ambienti e frequentazioni del principe. La sua decisione di rivolgersi alle autorità statunitensi rappresenta un passaggio significativo, perché suggerisce che in Gran Bretagna non sarebbe stata data seguito alle sue rivelazioni. Non è chiaro, al momento, quali siano i contenuti specifici delle informazioni che l'ex capo della sicurezza sarebbe disposto a fornire, né se l'FBI abbia già avviato un formale confronto con lui.
La notizia si inserisce in un contesto già delicato per la monarchia britannica. Il principe Andrea, privato dei titoli militari e degli incarichi pubblici, è da tempo oggetto di attenzione giudiziaria negli Stati Uniti per il suo legame con Epstein, morto in carcere nel 2019 mentre attendeva il processo per accuse di traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Nel 2022 Andrea aveva raggiunto un accordo extragiudiziale con Virginia Giuffre, che lo aveva accusato di abusi sessuali quando era minorenne. L'accordo prevedeva il pagamento di una somma di denaro senza ammissione di colpa da parte del principe, che ha sempre negato ogni addebito.
Il fatto che un ex alto responsabile della sicurezza reale scelga di rivolgersi direttamente a un'autorità straniera solleva interrogativi sul comportamento delle istituzioni britanniche. Se le sue affermazioni trovassero conferma, si tratterebbe di un ulteriore elemento di pressione su una vicenda che continua a pesare sull'immagine della famiglia reale e sui rapporti tra Londra e Washington. Non è la prima volta, del resto, che testimoni o presunte vittime si rivolgono alla giustizia americana lamentando una scarsa collaborazione da parte delle autorità del Regno Unito.
Al momento non risultano commenti ufficiali né da Buckingham Palace né dalle forze di polizia britanniche in merito alle dichiarazioni dell'ex capo della sicurezza. Resta da verificare se l'FBI deciderà di approfondire il caso e se le informazioni annunciate potranno avere un peso concreto nelle indagini statunitensi. La vicenda, per ora, si limita a una testimonianza annunciata ma non ancora formalizzata, il cui valore dipenderà dalla verificabilità dei fatti e dalla disponibilità delle autorità americane a procedere.
Per la monarchia, reduce da anni di turbolenze interne e da un ricambio generazionale ancora in corso, il nuovo capitolo rappresenta un motivo di preoccupazione ulteriore. La scelta di un ex collaboratore di alto livello di rivolgersi oltreoceano, anziché ai canali istituzionali britannici, alimenta il sospetto che la vicenda del principe Andrea non sia affatto chiusa e che nuove rivelazioni possano emergere nelle prossime settimane.
