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Meloni invia 500 militari a Milano e introduce il reato di partecipazione violenta alle manifestazioni
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Meloni invia 500 militari a Milano e introduce il reato di partecipazione violenta alle manifestazioni

Dopo i disordini del fine settimana, il Consiglio dei ministri approva un decreto legge con pene fino a 5 anni e multe fino a 20.000 euro per chi partecipa a gruppi violenti. Previsti anche più magistrati e posti nei centri per minori. Il decreto dovrà essere ratificato dal Parlamento entro 60 giorni.

Aggiornato 21 Ott, 08:304 min
Meloni invia 500 militari a Milano e introduce il reato di partecipazione violenta alle manifestazioni
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Dopo i disordini del fine settimana, il Consiglio dei ministri approva un decreto legge con pene fino a 5 anni e multe fino a 20.000 euro per chi partecipa a gruppi violenti. Previsti anche più magistrati e posti nei centri per minori. Il decreto dovrà essere ratificato dal Parlamento entro 60 giorni.

Il governo italiano ha deciso di rafforzare la sicurezza a Milano con l'invio di 500 militari aggiuntivi e di introdurre nuove norme penali contro la violenza durante le manifestazioni. La misura è stata annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video sui social network dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato un decreto legge. La decisione arriva dopo i gravi disordini e i saccheggi che si sono verificati nel capoluogo lombardo nel fine settimana, con quasi 200 agenti rimasti feriti e danni materiali che, secondo le stime, si avvicinano al milione di euro solo a Milano.

I 500 militari si aggiungeranno al dispositivo di sicurezza pubblica e resteranno schierati fino al 31 dicembre, collaborando con polizia e carabinieri nel controllo del territorio. Il nuovo contingente rafforzerà l'operazione «Strade Sicure», l'iniziativa avviata nel 2008 che impiega circa 5.000 militari in numerosi punti sensibili del Paese. Meloni ha definito «inaccettabili» le scene di violenza e ha sottolineato che le forze dell'ordine hanno fermato o identificato 330 persone, la metà delle quali di origine straniera. Tra gli identificati figura anche un minore di 11 anni, circostanza che la premier ha definito «dolorosa e spaventosa».

Il decreto legge introduce il nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione. Chiunque, durante una marcia o una protesta, si unisca a un gruppo di cinque o più persone e lanci pietre, petardi o bastoni mettendo in pericolo la sicurezza pubblica rischia fino a cinque anni di reclusione e una multa fino a 20.000 euro. Meloni ha spiegato che la norma vuole colpire chi trasforma la protesta in criminalità: «Devastare e rubare non è protesta, è criminalità, e la risposta dello Stato deve essere ferma».

Il pacchetto prevede anche il principio secondo cui «chi rompe paga, e se chi rompe è un minore, pagano i suoi genitori». Sul fronte della giustizia minorile, il decreto introduce la presunzione di imputabilità per i minori tra i 14 e i 18 anni e consente al capo della polizia di applicare ammonimenti orali e il divieto di riunione in luoghi pubblici per i giovani con precedenti per atti violenti. Il governo ha inoltre annunciato più magistrati per la giustizia minorile e più posti nei centri di accoglienza, per garantire che «la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni», come ha dichiarato la premier.

Il testo approvato non contiene invece la disposizione, presente nella bozza, che avrebbe attribuito eccezionalmente ai militari funzioni di polizia per tre mesi, consentendo loro di effettuare arresti. La misura è stata eliminata dal decreto finale. Il provvedimento, emanato come decreto legge, entra in vigore immediatamente e dovrà essere ratificato dal Parlamento entro 60 giorni.

La decisione del governo arriva in un clima di tensione per le manifestazioni annunciate per sabato a Roma, Milano e in altre città dal «Movimento 17 ottobre», un gruppo di protesta giovanile nato proprio dai recenti scontri nel centro di Milano. Il movimento ha annunciato mobilitazioni permanenti «fino alla caduta del governo ladro». Le nuove misure, quindi, non riguardano solo l'ordine pubblico ma anche il modo in cui lo Stato intende rispondere a una protesta giovanile che sembra destinata a durare.

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Autore

Lorenzo Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.