A 38 anni dalla scomparsa di Marisa Bellisario la Mela d'oro continua a premiare le donne
A 38 anni dalla morte di Marisa Bellisario, la Fondazione Bellisario continua a premiare con la Mela d'oro le donne che si distinguono per merito e leadership. Il premio, nato nel 1989, ha celebrato quasi cinquecento donne in vari ambiti.

A 38 anni dalla morte di Marisa Bellisario, la Fondazione Bellisario continua a premiare con la Mela d'oro le donne che si distinguono per merito e leadership. Il premio, nato nel 1989, ha celebrato quasi cinquecento donne in vari ambiti.
L'eredità di Marisa Bellisario, prima donna amministratore delegato in Italia, continua a vivere nella Mela d'oro, il premio assegnato ogni anno dalla Fondazione Bellisario alle donne che si distinguono per professionalità, merito e leadership nel lavoro, nella scienza, nell'economia e nell'informazione. Il riconoscimento premia chi sceglie di mettersi in gioco, di assumere responsabilità e di guidare imprese, istituzioni o organizzazioni, rompendo stereotipi e aprendo nuove strade. Bellisario morì il 4 agosto 1988 a soli 52 anni e da allora, come sottolinea Lella Golfo, presidente della Fondazione, «Marisa non è finita, si è moltiplicata»: il suo nome è diventato un simbolo e al tempo stesso uno strumento concreto per sostenere la presenza femminile ai vertici di imprese, istituzioni e organizzazioni.
L'eredità ha preso forma nel 1989, quando Lella Golfo istituì il Premio Bellisario, un riconoscimento che ogni anno premia le donne che si distinguono nella professione, nel management, nella scienza, nell'economia, nel sociale, nella cultura, nell'informazione, nello spettacolo e nello sport, sia a livello nazionale che internazionale. In quasi quattro decenni sono state circa cinquecento le donne che hanno ricevuto la Mela d'oro: manager, imprenditrici, professioniste, ricercatrici, giornaliste e attrici. Le categorie del premio cambiano con il cambiare della società e dell'economia, ma alcune restano costanti: management, imprenditoria, istituzioni, informazione, spettacolo, internazionale, oltre al Germoglio d'Oro dedicato alle neolaureate e ai premi speciali.
Marisa Bellisario si era laureata in Economia e Commercio all'Università di Torino. La carriera era iniziata in Olivetti, per poi proseguire negli Stati Uniti con Honeywell. Rientrata in Italia, nel 1981 fu nominata amministratrice delegata di Italtel, diventando una delle prime donne a guidare una grande azienda italiana e conducendo il risanamento e il rilancio dell'azienda in una fase di profonda trasformazione del settore delle telecomunicazioni. Convinta sostenitrice dell'innovazione come leva di sviluppo e dell'accesso delle donne ai vertici decisionali, dal 1984 fece parte della Commissione nazionale per la parità tra uomo e donna.
A decretare le vincitrici della Mela d'oro è un'apposita commissione esaminatrice, presieduta da Gianni Letta e Lella Golfo e composta da rappresentanti del mondo dell'economia, delle istituzioni e dell'informazione. La commissione vaglia le candidature raccolte attraverso segnalazioni e attraverso il lavoro di monitoraggio della stampa nazionale e internazionale; dopo sei mesi di riunioni arriva a scegliere le premiate. Le neolaureate, in particolare, vengono candidate dalle università italiane con cui la Fondazione Marisa Bellisario intrattiene rapporti consolidati, e vengono poi selezionate da una rosa di aziende individuata ogni anno tra quelle più interessate a individuare profili tecnici femminili.
Tra le innovazioni più rilevanti del Premio Bellisario ci sono i riconoscimenti rivolti alle aziende, oggi diventati due: Woman Value Company e Women Empowerment Company. Il primo è dedicato alle piccole e medie imprese, in collaborazione con Intesa Sanpaolo; il secondo è riservato alle società quotate. Entrambi premiano le aziende che si sono distinte nel campo della parità di genere, sia con politiche e strategie di sviluppo e promozione delle carriere femminili, sia con azioni innovative ed efficaci di welfare aziendale. Il premio Woman Value Company nasce dalla candidatura tramite i canali di comunicazione di Intesa Sanpaolo, che nel 2016-2017 raccolse oltre seicento candidature, e dal lavoro di selezione portato avanti dall'istituto bancario e infine vagliato dalla commissione esaminatrice.
Nel 2025 la Mela d'oro è stata assegnata anche a Rita Lofano, premiata per il suo contributo nel mondo dell'informazione. Ogni volta che il nome di Marisa Bellisario torna a essere pronunciato, tuttavia, riaffiora una domanda: quanto ancora deve cambiare perché il talento di una donna non debba più essere considerato un'eccezione, ma semplicemente talento? Un'eredità che, per usare le parole della stessa Fondazione, in questi trentotto anni non è finita ma si è moltiplicata.
