Barcellona, il video del fermo di Samuele Spinelli: «Una sottomissione durata 40 minuti»
Le immagini di tre telecamere ricostruiscono la morte del 27enne fiorentino a Barcellona. Il legale della famiglia: non oppose resistenza, due agenti gli si sedettero sopra. Indagano magistratura spagnola e italiana.

Le immagini di tre telecamere ricostruiscono la morte del 27enne fiorentino a Barcellona. Il legale della famiglia: non oppose resistenza, due agenti gli si sedettero sopra. Indagano magistratura spagnola e italiana.
Un video di circa un'ora, acquisito dagli inquirenti, ricostruisce gli ultimi momenti di vita di Samuele Spinelli, il 27enne fiorentino morto dopo un fermo di polizia a Barcellona. Le immagini, riprese da tre telecamere, mostrano il lungo immobilizzo del giovane all'interno di un negozio di abbigliamento di Portal de l'Angel, nel cuore della città catalana. Samuele era arrivato in Spagna per registrare un disco rap.
Secondo la ricostruzione, il 29 maggio alle 17.50 Spinelli entra nel negozio correndo tra gli scaffali: appare agitato e impaurito, ma non aggressivo. Intervengono tre addetti alla sicurezza, che lo conducono in uno stanzino tenendogli un braccio dietro la schiena. Il giovane tenta di divincolarsi, viene scagliato a terra e immobilizzato con fascette ai polsi. Poco dopo arrivano gli agenti dei Mossos d'Esquadra, che gli legano anche le gambe con una fascia.
«È stata una sottomissione lunga 40 minuti — spiega l'avvocato Diego Capano, legale della famiglia — non ha mai opposto resistenza. Due agenti si sono seduti sopra di lui». Il filmato mostra Spinelli circondato da diverse persone nel piccolo locale, dove il caldo è tale che i presenti si asciugano continuamente il sudore. Una scena che, secondo il legale, smentisce la versione secondo cui il ragazzo sarebbe stato immobilizzato solo per pochi istanti.
Quando arrivano i sanitari, Samuele è già «cianotico», come verrà annotato nella cartella clinica. Gli viene somministrato midazolam, poi sopraggiunge l'arresto cardiaco. Per rianimarlo servono più dosi di adrenalina. Trasportato all'Hospital del Mar con 39,8 di febbre, entra in coma e muore tre giorni dopo per un «cedimento multiorgano».
Sul caso le posizioni restano distanti. I Mossos d'Esquadra sostengono che Spinelli avrebbe rubato alcuni vestiti e che l'immobilizzazione non sarebbe collegata al decesso. Secondo la polizia, inoltre, potrebbero essere stati gli stessi sanitari a sedersi sul giovane durante una manovra di contenimento. Versioni che, secondo il legale della famiglia, non troverebbero conferma nelle immagini ora acquisite dagli inquirenti.
I familiari, che hanno presentato denuncia, raccontano di averlo trovato in ospedale con «graffi e lividi». Nel sangue del ragazzo sono state rilevate tracce di anfetamine: resta da stabilire quale peso abbiano avuto e, soprattutto, quale ruolo abbia avuto quella lunghissima immobilizzazione. Sul caso indagano sia la magistratura spagnola sia quella italiana.
La vicenda riaccende il dibattito sulle modalità di contenimento delle forze dell'ordine e sulle procedure seguite durante i fermi. Le immagini, ora al centro dell'inchiesta, dovranno chiarire cosa sia accaduto davvero in quell'ora decisiva: se il decesso sia stato conseguenza delle condizioni di salute del giovane, dell'uso di sostanze o delle manovre di immobilizzazione prolungata. Per ora resta il nodo centrale: perché un fermo iniziato per un presunto furto in un negozio si sia trasformato in una tragedia.
