Cassano Magnago, Pierina Buffon morta nello scontro con l'auto dell'ex compagno: il figlio accusa «L'ha inseguita e uccisa»
La donna aveva lasciato l'uomo e a giugno lo aveva denunciato per comportamenti oppressivi. Il figlio sostiene che l'ex compagno l'abbia attesa e inseguita prima del frontale. La Procura valuta l'ipotesi del gesto volontario.

La donna aveva lasciato l'uomo e a giugno lo aveva denunciato per comportamenti oppressivi. Il figlio sostiene che l'ex compagno l'abbia attesa e inseguita prima del frontale. La Procura valuta l'ipotesi del gesto volontario.
Pierina Buffon, la donna di 57 anni morta a Cassano Magnago nello scontro frontale con l'auto dell'ex compagno, aveva denunciato l'uomo lo scorso giugno. La denuncia, presentata dopo la fine della relazione, riguardava quelli che il figlio ha definito «comportamenti oppressivi». È questa la cornice che sta cambiando la lettura dell'incidente avvenuto sulla tangenziale del paese in provincia di Varese, dove la Procura non esclude l'ipotesi di un gesto volontario.
Secondo la ricostruzione riferita dal figlio della vittima, l'uomo avrebbe atteso la donna lungo il percorso e poi l'avrebbe inseguita con la propria auto fino al violento impatto. «L'ha inseguita e uccisa», è l'accusa rivolta all'ex compagno, che secondo il racconto dei familiari si sarebbe in qualche modo «fatto giustizia da solo». La dinamica esatta dell'incidente è al centro delle verifiche degli inquirenti, che stanno esaminando la posizione dell'uomo e le circostanze che hanno portato al frontale.
La vicenda si inserisce in un contesto di violenza di genere che la magistratura sta valutando con particolare attenzione. La denuncia di giugno rappresenta un elemento centrale: dimostra che la donna aveva già segnalato alle autorità il clima di tensione e di controllo che viveva dopo la separazione. Il fatto che l'uomo conoscesse le abitudini e gli spostamenti della vittima è uno dei punti su cui si concentrano gli accertamenti, insieme alla possibilità che l'impatto non sia stato casuale.
Il caso ha riacceso il dibattito sulla protezione delle donne che denunciano comportamenti persecutori e sulla capacità delle istituzioni di intervenire in tempo. La denuncia di giugno, secondo quanto emerso, non aveva impedito che la situazione degenerasse. Gli investigatori stanno ora raccogliendo testimonianze e analizzando i rilievi effettuati sul luogo dell'incidente per stabilire con precisione la sequenza degli eventi e il ruolo dell'ex compagno.
La comunità di Cassano Magnago è profondamente scossa dalla morte di Pierina Buffon, descritta come una donna che aveva cercato di ricostruire la propria vita dopo la fine della relazione. Il figlio, che ha parlato con i media, chiede che sia fatta piena luce su quanto accaduto e che la morte della madre non venga archiviata come un semplice incidente stradale. La Procura di Varese dovrà ora decidere se e quali contestazioni formulare nei confronti dell'uomo, mentre l'autopsia e gli esami tecnici sul veicolo potrebbero fornire elementi decisivi.
Il caso richiama l'attenzione su un fenomeno che in Italia continua a mietere vittime: le donne uccise da partner o ex partner, spesso dopo aver denunciato violenze e minacce. Le associazioni che si occupano di violenza di genere sottolineano l'importanza di rafforzare i strumenti di protezione e di ascolto, affinché le denunce si traducano in interventi concreti e tempestivi. La storia di Pierina Buffon, con la sua denuncia rimasta senza seguito, è destinata a diventare uno dei casi simbolo di questa emergenza.
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