Vai al contenuto
31.07.2026Edizione ItaliaChi siamoRedazione
Ascensio
Notizie, contesto, conseguenze
ASCENSIO
Delitto di via Poma, esito negativo dal Dna di sette persone mai indagate
Società

Delitto di via Poma, esito negativo dal Dna di sette persone mai indagate

La procura di Roma ha analizzato il Dna di sette persone mai indagate per l'omicidio di Simonetta Cesaroni. Il confronto con le tracce trovate sugli indumenti della vittima ha dato esito negativo e il cold case resta aperto.

Aggiornato 31 Июл, 05:054 min
Delitto di via Poma, esito negativo dal Dna di sette persone mai indagate
Barcellona, giovane italiano muore dopo un fermo di polizia. Indagini in Spagna e in Italia · Related RSS source
Ascolta4 min
Perché conta

La procura di Roma ha analizzato il Dna di sette persone mai indagate per l'omicidio di Simonetta Cesaroni. Il confronto con le tracce trovate sugli indumenti della vittima ha dato esito negativo e il cold case resta aperto.

La procura di Roma ha compiuto un nuovo passo nell'inchiesta sul delitto di via Poma, il caso dell'omicidio di Simonetta Cesaroni, la giovane massacrata con 29 coltellate il 7 agosto 1990 mentre si trovava in un ufficio della zona Prati. Secondo quanto riferito dalla stampa, gli inquirenti hanno analizzato il Dna di sette persone mai indagate formalmente: cinque uomini e due donne. Il confronto con le tracce biologiche isolate sul corpetto, sul reggiseno e sui calzini della vittima avrebbe però dato esito negativo.

L'ultimo atto dell'inchiesta risale allo scorso 4 giugno, quando la procura ha disposto un «accertamento tecnico irripetibile» affidato ai Ris dei carabinieri. Le sette persone sarebbero state sottoposte al prelievo con il loro consenso. Secondo quanto trapelato, tra loro figurerebbero cinque professionisti, uno dei quali di altissimo livello, e due persone molto vicine a chi lavorava negli uffici di via Poma. Il coordinamento delle indagini è seguito dal pm Alessandro Lia.

L'accertamento riguarda persone che non risultano mai entrate formalmente nel fascicolo, ma che sono state ritenute meritevoli di un approfondimento scientifico. Il loro profilo genetico è stato comparato con le tracce trovate sugli indumenti della vittima, un passaggio particolarmente delicato in un caso rimasto irrisolto per 36 anni. L'esito, secondo le prime informazioni, non ha fornito elementi utili a sostenere una specifica pista.

La notizia è stata anticipata da un quotidiano nazionale e la comparazione del Dna, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, non ha prodotto una svolta. Dopo 36 anni, la risoluzione del cold case resta lontana, ma l'inchiesta appare di nuovo in movimento: vengono ascoltate persone che possono aver visto o sapere qualcosa e vengono riletti alla luce delle nuove tecnologie gli elementi raccolti in passato.

La famiglia Cesaroni segue ogni sviluppo con attenzione. L'avvocata Federica Mondani ha parlato di un momento «tanto delicato quanto proficuo» delle indagini. «Gli inquirenti coordinati dal pm Alessandro Lia stanno procedendo a passi veloci senza trascurare nulla», ha spiegato. «Si stanno utilizzando le più moderne tecniche scientifiche, vengono ascoltate persone che possono aver visto o sapere e vengono finalmente messi a sistema tutti gli elementi investigativi».

L'avvocata ha poi aggiunto: «La famiglia continua a credere che il tempo possa trasformarsi in un vantaggio e che chi sa possa finalmente trovare il coraggio di parlare. Soprattutto, la procura di Roma sta dimostrando che il femminicidio di Simonetta merita di essere indagato fino in fondo. Nessuna strada deve essere esclusa. Ed è questo, da oggi in avanti, che dovrebbe terrorizzare l'assassino di Simonetta e i suoi complici morali».

Il delitto di Simonetta Cesaroni è uno dei cold case più a lungo rimasti aperti nella cronaca italiana. L'omicidio avvenne nell'estate del 1990 negli uffici di un palazzo di via Poma e da allora il fascicolo è stato al centro di numerosi approfondimenti. L'esito negativo delle ultime analisi non chiude la vicenda: la procura di Roma continua a raccogliere elementi e a valutare eventuali nuovi riscontri, nella convinzione che nessuna strada vada esclusa.