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Fabio Mauri, una grande mostra a L'Aquila ripercorre il Novecento e la memoria
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Fabio Mauri, una grande mostra a L'Aquila ripercorre il Novecento e la memoria

A Palazzo Ardinghelli, la mostra curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini riporta l'opera di Fabio Mauri a L'Aquila, intrecciando fascismo, ideologia e storia europea con il legame dell'artista con la città.

Aggiornato 11 Ott, 14:004 min
Fabio Mauri, una grande mostra a L'Aquila ripercorre il Novecento e la memoria
L’arte di Fabio Mauri torna a L’Aquila con una grande mostra che attraversa il 900 e la memoria · RSS source
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A Palazzo Ardinghelli, la mostra curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini riporta l'opera di Fabio Mauri a L'Aquila, intrecciando fascismo, ideologia e storia europea con il legame dell'artista con la città.

L'arte di Fabio Mauri torna a L'Aquila con una grande mostra ospitata a Palazzo Ardinghelli, curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini. L'esposizione ripercorre l'opera dell'artista attraverso il Novecento, affrontando temi come il fascismo, l'ideologia e la storia europea, e riscoprendo il suo legame con la città. L'iniziativa si inserisce in un progetto espositivo che punta a valorizzare il patrimonio culturale aquilano e a riportare al centro del dibattito pubblico una delle figure più complesse dell'arte italiana del secondo dopoguerra.

Fabio Mauri, nato a Roma nel 1926 e scomparso nel 2009, è stato un protagonista della scena artistica internazionale, noto per la sua capacità di indagare i meccanismi del potere, della propaganda e della memoria collettiva. La sua ricerca ha attraversato pittura, performance, installazioni e scrittura, con un'attenzione costante al rapporto tra individuo e storia. Il legame con L'Aquila, città che ha segnato alcune fasi della sua vita e della sua formazione, rappresenta un filo conduttore della mostra, che intende restituire al pubblico la complessità di un percorso artistico spesso letto in modo parziale.

La curatela di Maurizio Cattelan e Marta Papini aggiunge alla mostra una prospettiva contemporanea, mettendo in dialogo l'opera di Mauri con le urgenze del presente. Cattelan, tra gli artisti italiani più noti a livello internazionale, e Papini, curatrice e studiosa, hanno costruito un percorso che non si limita a celebrare l'artista, ma ne interroga l'eredità e la capacità di parlare ancora oggi. L'allestimento a Palazzo Ardinghelli, edificio storico recentemente restaurato, offre uno spazio che dialoga con le opere e con la memoria della città, segnata dal terremoto del 2009 e da un lungo processo di ricostruzione.

Il tema della memoria è centrale nell'opera di Mauri, che ha dedicato gran parte della sua ricerca all'analisi dei totalitarismi e delle ideologie del Novecento. Le sue opere mettono in scena la fragilità dell'individuo di fronte alla storia, utilizzando spesso materiali e linguaggi diversi, dalla pittura alla performance. La mostra aquilana si propone di offrire una lettura ampia di questo percorso, includendo opere storiche e documenti che aiutano a comprendere il contesto in cui sono nate. Il progetto espositivo si inserisce in una stagione di rilancio culturale per L'Aquila, che punta a rafforzare il proprio ruolo nel panorama artistico nazionale.

L'esposizione rappresenta anche un'occasione per riflettere sul rapporto tra arte e politica, un tema che Mauri ha affrontato senza semplificazioni. La sua opera invita a guardare criticamente alle narrazioni del passato e alle loro ricadute sul presente, mantenendo una tensione etica che ancora oggi risulta attuale. La scelta di ospitare la mostra a Palazzo Ardinghelli, nel cuore della città, sottolinea la volontà di coinvolgere un pubblico ampio, non solo di specialisti, e di inserire L'Aquila in un circuito espositivo di rilievo.

La mostra su Fabio Mauri si configura così come un appuntamento importante per chi vuole comprendere l'arte italiana del Novecento e le sue connessioni con la storia europea. Attraverso la curatela di Cattelan e Papini, il percorso espositivo propone una rilettura che tiene insieme rigore storico e sensibilità contemporanea, offrendo spunti di riflessione su ideologia, memoria e identità. L'Aquila, con la sua storia e la sua rinascita, diventa il luogo simbolico di questo incontro tra passato e presente.

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Autore

Davide De Luca segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.