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Il caldo estivo favorisce le malattie infettive in Europa, l'allarme dell'ECDC
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Il caldo estivo favorisce le malattie infettive in Europa, l'allarme dell'ECDC

Le temperature elevate e l'allungamento della stagione estiva aumentano il rischio di infezioni alimentari, vibriosi, dengue, chikungunya e malattie trasmesse da zecche. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) invita a rafforzare monitoraggio e prevenzione con un approccio integrato «One Health».

Aggiornato 29 Июл, 14:035 min
Il caldo estivo favorisce le malattie infettive in Europa, l'allarme dell'ECDC
Il caldo aumenta il rischio di malattie infettive: quali sono e come proteggersi · RSS source
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Le temperature elevate e l'allungamento della stagione estiva aumentano il rischio di infezioni alimentari, vibriosi, dengue, chikungunya e malattie trasmesse da zecche. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) invita a rafforzare monitoraggio e prevenzione con un approccio integrato «One Health».

Le estati sempre più lunghe e caratterizzate da temperature elevate stanno aumentando in modo significativo il rischio di diffusione di diverse malattie infettive in Europa, rendendo ormai indispensabile una cooperazione strutturale tra i Paesi e un approccio integrato alla salute pubblica. A lanciare l'allarme è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), che in un nuovo rapporto invita a potenziare il monitoraggio, la prevenzione e la capacità di risposta ai rischi sanitari emergenti legati ai cambiamenti climatici. L'agenzia sottolinea che il fenomeno non è circoscritto a singole ondate di calore, ma riguarda un trend di fondo destinato a intensificarsi.

Secondo l'ECDC, le temperature elevate persistenti e il progressivo allungamento della stagione estiva creano condizioni favorevoli alla proliferazione di numerosi agenti patogeni e dei loro vettori. Il monitoraggio condotto dall'agenzia individua quattro aree prioritarie di intervento: le infezioni di origine alimentare, la vibriosi, le malattie trasmesse dalle zanzare e quelle trasmesse dalle zecche. Per ciascuna di queste categorie, il centro fornisce raccomandazioni specifiche per ridurre il rischio a livello individuale e collettivo.

Tra le patologie più frequenti durante l'estate figurano le infezioni alimentari. Il caldo accelera la proliferazione dei batteri negli alimenti, aumentando il rischio di contaminazione se non vengono rispettate le norme igieniche di base. L'ECDC raccomanda di lavare accuratamente frutta e verdura, cuocere completamente gli alimenti, in particolare la carne, e mantenere una corretta catena del freddo. Particolare attenzione viene dedicata alla vibriosi, infezione causata da batteri del genere Vibrio, che proliferano nelle acque costiere calde e a bassa salinità, come il Mar Baltico e gli estuari dei fiumi. Per facilitare la prevenzione, l'ECDC ha sviluppato una piattaforma interattiva che individua le aree dove il rischio è maggiore. L'agenzia raccomanda di evitare la balneazione in presenza di ferite o piercing recenti e di consumare soltanto frutti di mare adeguatamente cotti.

Cresce inoltre la preoccupazione per le malattie trasmesse dalle zanzare invasive. L'allungamento delle stagioni calde e umide favorisce la diffusione di specie vettori in aree europee dove fino a pochi anni fa erano assenti o poco diffuse. Di conseguenza aumentano i rischi di trasmissione di dengue, chikungunya e virus del Nilo occidentale. Per ridurre l'esposizione, l'ECDC consiglia l'uso di repellenti, indumenti protettivi, zanzariere e aria condizionata, oltre all'eliminazione dei ristagni d'acqua attorno alle abitazioni, che rappresentano i principali siti di riproduzione degli insetti. La prevenzione individuale è fondamentale, ma l'agenzia sottolinea la necessità di programmi di controllo dei vettori a livello locale.

L'ECDC richiama infine l'attenzione sulle malattie trasmesse dalle zecche. Il progressivo allungamento della primavera e dell'autunno prolunga il periodo di attività di questi artropodi, aumentando il rischio di infezioni come la malattia di Lyme e l'encefalite da zecche (TBE), che possono provocare complicanze anche gravi a carico del sistema nervoso. Tra le misure preventive figurano l'uso di abiti che coprano braccia e gambe durante le attività all'aperto, il controllo accurato del corpo al termine delle escursioni e, per la TBE, la vaccinazione, che è disponibile ed efficace. L'ECDC raccomanda di informare la popolazione sui rischi e sulle modalità di protezione.

Secondo l'ECDC, affrontare queste minacce richiede una collaborazione stabile tra i settori della salute umana, animale e ambientale attraverso l'approccio «One Health», che riconosce la stretta interconnessione tra persone, animali, piante ed ecosistemi. L'agenzia valuta regolarmente il livello di preparazione dei Paesi membri e rileva che oltre la metà degli Stati dell'Unione dispone ormai di un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Restano tuttavia necessari ulteriori interventi per garantire misure specifiche dedicate agli effetti degli eventi meteorologici estremi sulla salute pubblica e rafforzare la resilienza sanitaria dell'Europa. Il messaggio dell'ECDC è chiaro: il riscaldamento globale non è solo una questione ambientale, ma una sfida sanitaria concreta che richiede risposte coordinate e tempestive.