Il Nobel e il necrologio sbagliato: come nacque il premio più famoso del mondo
Un necrologio pubblicato per errore spinse Alfred Nobel a cambiare il proprio testamento. Da quella vicenda nacque il premio che oggi celebra scienza, letteratura e pace, tra banchetti sontuosi e curiosità poco note.

Un necrologio pubblicato per errore spinse Alfred Nobel a cambiare il proprio testamento. Da quella vicenda nacque il premio che oggi celebra scienza, letteratura e pace, tra banchetti sontuosi e curiosità poco note.
Un necrologio pubblicato per errore mentre era ancora in vita spinse Alfred Nobel, l'inventore della dinamite, a ripensare il proprio lascito. È l'origine curiosa e poco conosciuta del premio più celebre del mondo, nato da un annuncio funebre anticipato e da un testamento scritto in fretta. La storia dei Nobel intreccia scienza, letteratura e impegno per la pace, ma anche misteri, premi che non esistono e famiglie di geni.
Secondo la ricostruzione storica, nel 1888 un giornale francese confuse Alfred Nobel con il fratello Ludvig, morto in quei giorni, e pubblicò un necrologio dal titolo sprezzante: «Il mercante di morte è morto». L'articolo definiva Alfred l'uomo che aveva fatto fortuna trovando il modo di uccidere più persone più rapidamente. Colpito da quella condanna postuma anticipata, Nobel decise di lasciare un'eredità diversa da quella che i giornali gli attribuivano. Il suo testamento, firmato nel 1895 e reso pubblico dopo la morte nel 1896, destinava la quasi totalità del patrimonio a una serie di riconoscimenti annuali per chi avesse conferito «il maggior beneficio all'umanità» nei campi della fisica, della chimica, della medicina, della letteratura e della pace.
Il banchetto che segue la cerimonia di consegna è diventato nel tempo un evento nell'evento. Si tiene nella Sala Blu del Municipio di Stoccolma e prevede un allestimento floreale curato ogni anno da un diverso maestro fiorista, con migliaia di fiori che arrivano da Sanremo, in Italia. La tradizione vuole che il numero di fiori sia sempre lo stesso, circa diecimila, e che l'illuminazione sia studiata per valorizzare la tavola imbandita. Il menu, rigorosamente segreto fino al giorno stesso, è stato in passato oggetto di curiosità per piatti come gelato al sorbetto e carni affumicate, mentre il servizio è affidato a un corpo di camerieri che si muovono in sincronia.
Non tutti sanno che il premio per l'economia non fu istituito da Nobel. Venne creato nel 1968 dalla Banca di Svezia in memoria dell'inventore, e per questo è tecnicamente noto come Premio della Banca di Svezia per le scienze economiche. Anche il numero dei premi è variato: oltre alle cinque categorie originali, oggi se ne assegnano sei, ma non sempre vengono conferiti tutti. In alcune edizioni, come durante le guerre mondiali, la cerimonia è stata sospesa o ridotta. E il premio per la pace, l'unico assegnato a Oslo e non a Stoccolma, ha una storia a sé, con comitati che hanno premiato personalità controverse o hanno deciso di non assegnare il riconoscimento.
La vicenda di Alfred Nobel è anche una storia di famiglia. I fratelli Ludvig e Robert avevano avviato attività petrolifere in Russia, e la confusione tra i nomi fu all'origine dell'equivoco. Alfred, che non si sposò mai e non ebbe figli, trascorse gli ultimi anni tra Parigi e Sanremo, dove morì. La sua scelta di destinare il patrimonio a un premio universale fu una rottura rispetto alle convenzioni dell'epoca, che prevedevano lasciti a parenti o istituzioni nazionali. Il testamento fu contestato dai familiari e solo dopo una lunga battaglia legale la Fondazione Nobel poté iniziare a operare nel 1900.
Oggi il premio è un appuntamento globale, seguito da milioni di persone, e la cerimonia di dicembre a Stoccolma resta uno dei riti più solenni e insieme spettacolari dell'anno. Ma la sua origine resta legata a un errore giornalistico e a un uomo che, dopo aver inventato un esplosivo devastante, volle essere ricordato per altro. Una lezione su come la reputazione possa essere riscritta, e su quanto un singolo gesto — o un necrologio sbagliato — possa cambiare la storia.
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