Milano avrà il Generali Stadium, progettato da Norman Foster con 71.500 posti
Foster + Partners e lo studio statunitense Manica hanno svelato il progetto del nuovo stadio di Milano, destinato a sostituire il San Siro per Inter e Milan. La struttura, ispirata alla tradizione ingegneristica italiana, avrà 71.500 posti e una copertura a doppia curvatura.

Foster + Partners e lo studio statunitense Manica hanno svelato il progetto del nuovo stadio di Milano, destinato a sostituire il San Siro per Inter e Milan. La struttura, ispirata alla tradizione ingegneristica italiana, avrà 71.500 posti e una copertura a doppia curvatura.
Foster + Partners e lo studio statunitense Manica hanno svelato il progetto del Generali Stadium, il nuovo impianto che sostituirà il San Siro come casa di Inter e Milan. Lo stadio avrà 71.500 posti e una facciata strutturale in calcestruzzo alta circa 60 metri, pensata per richiamare la tradizione ingegneristica milanese e italiana. Il nome deriva dai diritti di denominazione, che appartengono al gruppo assicurativo Generali.
La facciata strutturale è il cuore del progetto. È composta da segmenti prefabbricati in calcestruzzo a basse emissioni, collegati attraverso giunti strutturali visibili, e sostiene sia la tribuna sia la copertura a doppia curvatura. Sui livelli superiori, la stessa struttura incornicia una serie di spazi simili a logge, aperti e ventilati naturalmente. Norman Foster ha spiegato che l'obiettivo è «creare una nuova casa per due club dalla grande storia», capace di catturare l'energia unica della città. Secondo il progettista, architettura e struttura diventano un tutt'uno, in continuità con la tradizione costruttiva di Milano.
Elemento distintivo sono le due curve, quella nord e quella sud, disegnate per avvicinare il pubblico al campo e far sì che i tifosi delle due squadre si fronteggino da vicino. David Manica, fondatore dello studio Manica, ha sottolineato che questa relazione tra due muri di sostenitori, ciascuno legato a uno dei grandi club cittadini, è unica a Milano e non si ritrova in nessun altro stadio al mondo. Il progetto è partito, ha spiegato, dall'esperienza dei tifosi e non da un'immagine iconica. Le curve sono inclinate a 37 gradi e ospitano 11.700 spettatori ciascuna, con la curva nord destinata all'Inter e la curva sud al Milan.
Lo stadio sarà interamente elettrico e a emissioni nette zero in fase di esercizio, con l'obiettivo della certificazione LEED Gold. La copertura integrerà 27.500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, mentre il sistema prefabbricato a basse emissioni servirà a ridurre sprechi e tempi di costruzione. La geometria della struttura è stata studiata per amplificare il rumore del pubblico all'interno dell'impianto, riducendo al tempo stesso la dispersione acustica verso l'esterno. Manica ha precisato che l'acustica è stata considerata un driver progettuale fin dai primi schizzi.
Il progetto rientra in un piano urbanistico più ampio da 281.000 metri quadrati, che combinerà spazi pubblici, aree verdi, zone per il tempo libero e attività commerciali. La vendita dell'impianto alle due società, approvata dal consiglio comunale di Milano nell'ottobre 2025 dopo un dibattito notturno durato quasi dodici ore, ha reso possibile la demolizione del San Siro, costruito nel 1925 su progetto dell'architetto Ulisse Stacchini. Secondo quanto riportato, le due squadre continueranno a condividere il San Siro fino agli Europei del 2032, co-organizzati dall'Italia, per i quali il nuovo stadio dovrebbe essere completato. Il vecchio impianto sarà poi abbattuto.
La storia del progetto è stata lunga e controversa. Nel 2019 Inter e Milan avevano annunciato la volontà di costruire un nuovo stadio, e in seguito avevano scelto un progetto dello studio Populous, denominato Cathedral. Nel 2023 la Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia ne bloccò lo sviluppo per il valore culturale dell'edificio esistente. Il sindaco Giuseppe Sala aveva sostenuto la vendita per evitare che Milano restasse «con il peso di un'arena abbandonata», mentre i due club avevano iniziato a valutare due stadi separati alla periferia della città.
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