No Tav, fermati quattro antagonisti. Meloni in Val di Susa: «Violenza organizzata»
La polizia di Torino ha fermato quattro attivisti stranieri sospettati di aver partecipato agli scontri di sabato scorso al cantiere dell'alta velocità Torino-Lione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato la zona promettendo che lo Stato non indietreggerà. Oltre 120 operatori delle forze dell'ordine sono rimasti feriti e i danni ammontano a circa un milione di euro.

La polizia di Torino ha fermato quattro attivisti stranieri sospettati di aver partecipato agli scontri di sabato scorso al cantiere dell'alta velocità Torino-Lione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato la zona promettendo che lo Stato non indietreggerà. Oltre 120 operatori delle forze dell'ordine sono rimasti feriti e i danni ammontano a circa un milione di euro.
Nell’ambito delle indagini sugli scontri di sabato scorso al cantiere dell’alta velocità Torino-Lione, la polizia di Torino ha fermato quattro antagonisti di nazionalità straniera, ritenuti appartenenti al cosiddetto Blocco Nero. I provvedimenti sono stati eseguiti dopo una vasta operazione di identificazione che ha coinvolto oltre 800 persone, molte delle quali partecipanti al campeggio organizzato in occasione del festival Alta Felicità a Venaus, in Val di Susa. Gli agenti hanno inoltre sequestrato materiale esplosivo, ordigni artigianali, maschere antigas e bottiglie incendiarie, emettendo 16 fogli di via obbligatori, 9 divieti di accesso alle aree urbane e due fermi preventivi. Tre cittadini francesi sono stati respinti alla frontiera.
Questa mattina la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, si è recata in visita al cantiere di Chiomonte, teatro dei maggiori danneggiamenti. Accolta dal prefetto di Torino Donato Cafagna e dal questore Massimo Gambino, la premier ha dichiarato: «Questa è violenza organizzata e premeditata. Lo Stato non intende indietreggiare». Meloni ha sottolineato che nei disordini sono rimasti feriti 120 operatori delle forze dell’ordine e ha definito quanto accaduto «non dissenso, ma violenza organizzata». La presidente del Consiglio ha anche espresso solidarietà agli operai e alle imprese, affermando che «vedere distrutto il proprio lavoro da un giorno all’altro è inaccettabile».
I pm torinesi hanno aperto un fascicolo d’inchiesta per il reato di devastazione, ipotizzato anche nei confronti dei quattro fermati. Le ricerche degli altri attivisti coinvolti proseguono: da questa mattina sono in corso controlli rafforzati sull’intera rete stradale della Val di Susa e nelle aree limitrofe al campeggio del Festival dell’Alta Felicità, promosso dal movimento No Tav. Le autorità hanno identificato tra 430 e 450 persone grazie a foto scattate da droni e a blocchi stradali. Il bilancio degli scontri è pesante: oltre ai feriti, si stimano danni per circa un milione di euro, con macchinari e infrastrutture gravemente danneggiati.
La visita della premier assume un significato politico forte. Meloni ha ribadito che «uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere» e ha chiesto alla magistratura e agli inquirenti di fare tutto il possibile per assicurare i responsabili alla giustizia. Ha inoltre ricordato che il sito è presidiato 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, con un «costo esorbitante per i cittadini». La linea del governo è di fermezza, senza concessioni a quella che viene definita «violenza organizzata». Il movimento No Tav, che da decenni si oppone alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione, ha annunciato nuove iniziative di protesta, mentre le forze dell’ordine restano in stato di massima allerta.
