Omicidio di Alessio Borelli a Corsico, fermato un 39enne: i due avevano una relazione
Un uomo di 39 anni è stato fermato per l'omicidio di Alessio Borelli, ucciso l'11 luglio a Corsico. Le impronte sulla porta e le tracce sui coltelli lo hanno incastrato. Il movente potrebbe essere legato a un video intimo.

Un uomo di 39 anni è stato fermato per l'omicidio di Alessio Borelli, ucciso l'11 luglio a Corsico. Le impronte sulla porta e le tracce sui coltelli lo hanno incastrato. Il movente potrebbe essere legato a un video intimo.
Un sospettato è stato fermato per l'omicidio di Alessio Borelli, il cui corpo senza vita fu trovato l'11 luglio scorso in un appartamento di Corsico, nell'hinterland milanese. Si tratta di un uomo di 39 anni, identificato come Ahmad Abdelghani, che sarebbe stato legato alla vittima da una relazione personale. A incastrarlo sarebbero state le tracce biologiche rinvenute sui coltelli utilizzati per il delitto e un'impronta digitale lasciata sulla porta di casa.
Secondo le ricostruzioni degli investigatori, il fermato era stato arrestato il giorno prima del ritrovamento del cadavere per un'aggressione, ma era stato rilasciato poche ore dopo. Proprio il 10 luglio, il 39enne sarebbe stato scarcerato, e il delitto sarebbe avvenuto subito dopo, nella notte tra il 10 e l'11 luglio. Le celle telefoniche e le impronte hanno permesso di ricostruire i suoi spostamenti e di collegarlo alla scena del crimine.
Il movente dell'omicidio, secondo le prime ipotesi degli inquirenti, potrebbe essere legato alla diffusione di un video intimo che ritraeva la vittima. Non si esclude che il video sia stato il motivo di un litigio degenerato in tragedia. I due uomini si conoscevano e avevano una relazione, come confermato da fonti vicine all'indagine.
Il corpo di Alessio Borelli, un giovane di 27 anni, fu scoperto nell'abitazione di via Roma a Corsico. La notizia del fermo ha scosso la comunità locale, già provata dal grave episodio di violenza. Il 39enne, di origini nordafricane, è ora accusato di omicidio volontario aggravato e si trova in stato di fermo in attesa dell'udienza di convalida.
Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Corsico e coordinate dalla Procura di Milano, hanno permesso di raccogliere elementi decisivi in poche settimane. Gli inquirenti hanno sottolineato l'importanza delle prove scientifiche e della tempestività degli accertamenti. Il caso ha riacceso il dibattito sulla gestione della violenza di genere e sulle relazioni tossiche, anche se il movente specifico resta ancora al vaglio degli investigatori.
Il fermato, che aveva già precedenti penali per reati contro la persona, era già noto alle forze dell'ordine. La sua posizione è ora al centro dell'inchiesta, mentre la famiglia di Alessio Borelli attende giustizia. La comunità di Corsico, intanto, si stringe attorno ai cari della vittima, ricordata come una persona solare e benvoluta.
