Vai al contenuto
03.08.2026Edizione ItaliaChi siamoRedazione
Ascensio
Notizie, contesto, conseguenze
ASCENSIO
Si credeva un vampiro e lasciava carcasse davanti alle chiese, 48enne ricoverato in Gran Bretagna
Società

Si credeva un vampiro e lasciava carcasse davanti alle chiese, 48enne ricoverato in Gran Bretagna

Un uomo di 48 anni è stato ricoverato in una struttura psichiatrica giudiziaria dopo aver abbandonato carcasse di animali davanti ad alcune chiese della New Forest, in Inghilterra. Convinto che il sangue lo avrebbe reso immortale, è stato identificato grazie a tracce di Dna e condannato al ricovero a tempo indeterminato.

Aggiornato 03 Авг, 22:145 min
Si credeva un vampiro e lasciava carcasse davanti alle chiese, 48enne ricoverato in Gran Bretagna
Si crede un vampiro e lascia carcasse davanti alle chiese. Arrestato 48enne in Gran Bretagna · RSS source
Ascolta5 min
Perché conta

Un uomo di 48 anni è stato ricoverato in una struttura psichiatrica giudiziaria dopo aver abbandonato carcasse di animali davanti ad alcune chiese della New Forest, in Inghilterra. Convinto che il sangue lo avrebbe reso immortale, è stato identificato grazie a tracce di Dna e condannato al ricovero a tempo indeterminato.

Un uomo di 48 anni è stato ricoverato in una struttura psichiatrica giudiziaria nel sud dell'Inghilterra dopo aver abbandonato per mesi carcasse di animali davanti ad alcune chiese, convinto che il consumo di sangue potesse renderlo immortale e trasformarlo in un vampiro. Il provvedimento è stato disposto dal tribunale dell'Hampshire al termine di un'indagine che ha portato all'arresto di Benjamin Lewis, residente a Totton, nei pressi di Southampton.

Le indagini erano scattate dopo il ritrovamento sistematico di resti di agnelli sottratti agli allevatori locali e di cervi morti, posizionati davanti agli ingressi dei luoghi di culto della New Forest. La polizia britannica ha coordinato un'operazione di intelligence, incrociando i dati raccolti con le ricorrenze del calendario satanico e organizzando appostamenti mirati nei pressi delle chiese nei giorni ritenuti più sensibili.

L'identificazione di Lewis è avvenuta grazie alle tracce di Dna rilevate sui resti di un agnello. Durante il procedimento giudiziario l'uomo ha ammesso i reati di furto di bestiame e di molestie, allarme e turbamento aggravati da motivazioni religiose. In una delle prime udienze, chiamato a confermare la propria identità davanti alla corte, si è proclamato «Conte Dracula». Il giudice William Mousley KC ha disposto il ricovero coatto in una struttura psichiatrica, dove l'uomo rimarrà in cura a tempo indeterminato. La misura potrà essere revocata solo con l'autorizzazione del tribunale per la salute mentale o del ministero della Giustizia.

Secondo le ricostruzioni investigative, Lewis agiva spinto dalla convinzione che il sangue gli avrebbe garantito l'immortalità, impedendogli di morire e salvandolo dalla dannazione eterna. L'analisi dei pattern comportamentali ha permesso agli inquirenti di individuare una regolarità nelle sue azioni e di anticiparne le mosse. Nella perquisizione della sua abitazione sono stati sequestrati disegni a tema vampirico, annotazioni su rituali e testi sul consumo di sangue. Le contestazioni coprono un arco temporale tra febbraio e agosto dello scorso anno, anche se segnali di disagio erano già stati notificati alle autorità negli anni precedenti.

La vicenda si inserisce nel contesto della New Forest, area boschiva e di brughiera storicamente legata a narrazioni folkloristiche sul soprannaturale, alla stregoneria e all'esoterismo. Tra le località più note della zona figura il villaggio di Burley, divenuto celebre a metà del Novecento per aver ospitato Sybil Leek, autrice di saggi sulla stregoneria moderna e figura di spicco del neo-paganesimo britannico.

Le valutazioni cliniche presentate in aula dallo psichiatra Gauruv Malhan hanno evidenziato un quadro complesso di salute mentale, che ha portato al trasferimento di Lewis da una struttura a bassa sicurezza a un istituto a media sicurezza. Secondo la perizia, le manifestazioni ossessive risalgono all'adolescenza: all'età di 13 anni l'uomo aveva abbandonato una rana morta su un crocifisso dentro un edificio di culto. Lo specialista ha segnalato inoltre il concreto rischio di un'escalation della pericolosità verso le persone, visto che durante la degenza Lewis ha aggredito altri pazienti e ha tentato di aggredire lo stesso psichiatra durante una visita medica, rendendo necessario l'intervento del personale.

La difesa, rappresentata dall'avvocato Andrew Price, ha riferito che l'imputato ha espresso pentimento e piena consapevolezza della gravità delle proprie azioni. Durante la lettura della sentenza, collegato in videoconferenza dall'ospedale, Lewis ha formalmente presentato le proprie scuse alle vittime, dichiarando di non nutrire risentimento verso le forze dell'ordine. Il suo profilo si inserisce tuttavia in un quadro di recidiva: nel 2003 era già stato condannato a una pena detentiva per aver perseguitato un vicario e la sua famiglia, dichiarando anche allora di essere un vampiro. In concorso con un'altra persona si era reso responsabile di telefonate minatorie, dell'esplosione di artefatti pirotecnici e dell'affissione di materiale osceno sulla bacheca parrocchiale.