Vai al contenuto
22.09.2026Edizione ItaliaChi siamoRedazione
Ascensio
Notizie, contesto, conseguenze
ASCENSIO
Urgnano, accoltella l'ex compagna davanti al figlio di 4 anni: arrestato 30enne
Società

Urgnano, accoltella l'ex compagna davanti al figlio di 4 anni: arrestato 30enne

Un uomo di 30 anni di nazionalità marocchina è stato arrestato per tentato omicidio dopo avere ferito gravemente l'ex compagna con una lama ricavata da un paio di forbici. La donna è ricoverata in pericolo di vita all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L'aggressione è avvenuta alla presenza del figlio minore della coppia.

Aggiornato 22 Set, 21:303 min
Urgnano, accoltella l'ex compagna davanti al figlio di 4 anni: arrestato 30enne
trends-IT-1.jpg · Manual upload
Ascolta3 min
Perché conta

Un uomo di 30 anni di nazionalità marocchina è stato arrestato per tentato omicidio dopo avere ferito gravemente l'ex compagna con una lama ricavata da un paio di forbici. La donna è ricoverata in pericolo di vita all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L'aggressione è avvenuta alla presenza del figlio minore della coppia.

Un uomo di 30 anni di nazionalità marocchina è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio per avere accoltellato e ferito gravemente l'ex compagna italiana. La donna è ora ricoverata in pericolo di vita in terapia intensiva all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L'aggressione è avvenuta a Urgnano, in provincia di Bergamo, alla presenza del figlio minore della coppia, un bambino di quattro anni.

Secondo i primi rilievi effettuati sulla scena del crimine dai carabinieri di Urgnano e le testimonianze raccolte sul posto, la donna è stata aggredita dall'ex fidanzato con una lama appuntita ricavata da un paio di forbici in acciaio. I colpi l'hanno raggiunta con particolare violenza, tanto da rendere necessario il ricovero immediato in rianimazione. Le condizioni della vittima restano critiche e i medici non hanno ancora sciolto la prognosi.

Il bambino è stato portato via da un'abitante del palazzo, che lo ha messo al sicuro nel suo appartamento e lo ha poi affidato ai nonni materni. Un gesto che ha evitato che il minore assistesse per l'intera durata della scena. L'aggressore, già indagato per rapina, lesioni personali e spaccio di stupefacenti, nonché colpito da avviso orale, si è allontanato a piedi dopo la violenza. È stato rintracciato e bloccato dai carabinieri a breve distanza, seduto vicino a un santuario. L'uomo non ha opposto resistenza e ha ammesso le proprie responsabilità.

Il 30enne aveva ancora le tracce di sangue dell'ex compagna sulle mani. Dagli accertamenti è inoltre emerso che era già destinatario di un provvedimento del Tribunale per i Minorenni che gli vietava l'avvicinamento alla casa e ai luoghi frequentati dal figlio minore. Un divieto che, secondo quanto ricostruito, non ha impedito l'aggressione. Le indagini dei carabinieri di Urgnano proseguono per chiarire la dinamica esatta e la sequenza degli eventi che hanno portato al ferimento.

La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico il tema della violenza sulle donne e dell'efficacia degli strumenti di protezione previsti per le vittime di reiterati comportamenti persecutori. Il provvedimento di allontanamento, in questo caso, non è bastato a evitare il contatto tra l'uomo e la sua ex compagna. Gli inquirenti stanno verificando se vi siano stati ulteriori episodi precedenti non denunciati e se l'uomo abbia agito in modo premeditato.

L'arresto è stato convalidato e l'uomo si trova ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. La donna resta ricoverata in terapia intensiva, mentre il figlio di quattro anni è affidato ai familiari. La comunità di Urgnano, un centro di circa novemila abitanti nella pianura bergamasca, si è stretta attorno alla famiglia della vittima nelle ore successive all'aggressione.

2Visualizzazioni

Autore

Davide De Luca segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.