La Uefa pronta a portare in tribunale la Fifa per il caso Infantino
La Confederazione europea valuta azioni legali dopo il progetto FFE e potrebbe votare la sfiducia al presidente della Fifa. Smentita intanto la telefonata con il segretario di Stato Usa Marco Rubio.

La Confederazione europea valuta azioni legali dopo il progetto FFE e potrebbe votare la sfiducia al presidente della Fifa. Smentita intanto la telefonata con il segretario di Stato Usa Marco Rubio.
Lo scontro tra la Uefa e la Fifa, con al centro il presidente Gianni Infantino, potrebbe finire davanti ai giudici. Secondo quanto riferito dal quotidiano britannico The Telegraph, la Confederazione calcistica europea avrebbe minacciato di avviare azioni legali in relazione al progetto «Fifa Forward Enterprise» (FFE), l'iniziativa con cui Infantino e la federazione internazionale del calcio intendevano aprire a investitori privati una parte delle attività commerciali, compresa la gestione della Coppa del Mondo. Il progetto è stato poi abbandonato, ma la vicenda continua a pesare sui rapporti tra le due organizzazioni.
La Uefa, stando alla ricostruzione del quotidiano, avrebbe inoltre ordinato alla Fifa di conservare tutti i documenti e i dati elettronici relativi al caso, per escludere qualsiasi rischio che elementi importanti vengano distrutti o modificati. Un eventuale occultamento di materiali, viene sottolineato, potrebbe essere assimilato alla distruzione di prove.
La tensione non si limita al piano giudiziario. La Uefa sarebbe pronta a votare una mozione di sfiducia contro Infantino se il presidente della Fifa non accetterà di dimettersi. Tutti i 55 membri della Confederazione europea sarebbero orientati ad approvare il provvedimento, dopo che Infantino ha ritirato il suo controverso piano di cedere a privati una quota dei diritti dei Mondiali. La Uefa ha chiarito in un comunicato che il rapporto di fiducia con il numero uno del calcio mondiale è ormai irrecuperabile.
Il progetto FFE era stato avversato anche dalle federazioni delle Americhe e dell'Asia. Le federazioni europee avevano addirittura minacciato di boicottare i Mondiali se il piano non fosse stato definitivamente archiviato. La marcia indietro di Infantino, annunciata nella notte del 30 luglio, potrebbe però consentirgli di conservare la poltrona: il no netto e condiviso è stato al progetto FFE e non alla figura del presidente.
Secondo il regolamento della Fifa, il Consiglio deve convocare un Congresso straordinario se un quinto delle federazioni affiliate presenta una richiesta scritta in tal senso. I numeri, in questo caso, ci sarebbero: la Uefa conta 55 federazioni su 211. Se convocato, il Congresso dovrebbe tenersi entro tre mesi e la mozione di sfiducia potrebbe passare con la maggioranza semplice dei voti validi, cioè con il sostegno di 106 federazioni. Sulla base dei no espressi da Uefa, Confederazione asiatica (47) e Concacaf (41), i potenziali voti a favore della sfiducia sarebbero 143, più che sufficienti per detronizzare Infantino.
Le stesse fonti citate dal Telegraph indicano che la Uefa starebbe puntando su Victor Montagliani, presidente della Concacaf, la federazione del Nord e Centro America e dei Caraibi, e su Salman bin Ibrahim Al Khalifa, a capo della Confederazione asiatica, per sostituire Infantino alla guida della Fifa. La Confederazione europea non avrebbe intenzione di presentare un candidato del proprio continente, ritenendo che non avrebbe abbastanza voti, e considererebbe più opportuna una figura in grado di unire le diverse aree del mondo.
In questo clima di tensione, è stata invece smentita una presunta telefonata tra il segretario di Stato americano Marco Rubio e lo stesso Infantino. A riferirlo è stato il vicesegretario di Stato per la Comunicazione, Dylan Johnson, con un post su X: «Il segretario Rubio non ha in programma di parlare con Infantino e non c'è nessuna chiamata stamattina. Il New York Post dovrebbe controllare le sue fonti o avrebbe potuto semplicemente chiederlo a noi».
Il New York Post aveva parlato nelle ore precedenti di un'imminente conversazione tra Rubio e il presidente della Fifa, finito nella bufera per il piano di privatizzazione dei Mondiali. Secondo il quotidiano, Infantino starebbe cercando l'appoggio del presidente americano Donald Trump e avrebbe tentato più volte di telefonargli, senza però riuscirci.
