Uefa compatta: le 55 federazioni europee boicottano i tornei Fifa
Le 55 federazioni affiliate all'Uefa hanno annunciato il boicottaggio di tutte le competizioni Fifa finché l'organizzazione non farà marcia indietro sulla proposta di privatizzare la Coppa del Mondo. La decisione è stata presa all'unanimità durante una riunione straordinaria.

Le 55 federazioni affiliate all'Uefa hanno annunciato il boicottaggio di tutte le competizioni Fifa finché l'organizzazione non farà marcia indietro sulla proposta di privatizzare la Coppa del Mondo. La decisione è stata presa all'unanimità durante una riunione straordinaria.
Le 55 federazioni calcistiche europee hanno deciso all'unanimità di boicottare tutte le competizioni organizzate dalla Fifa fino a quando il presidente Gianni Infantino non ritirerà la proposta di privatizzare la Coppa del Mondo. L'annuncio è stato dato dall'Uefa al termine di una riunione straordinaria convocata d'urgenza per discutere la deriva dell'organismo mondiale. «È sia irresponsabile che indifendibile tale proposta. La Coppa del Mondo non è in vendita», ha dichiarato una portavoce dell'Uefa, citata dall'Adnkronos.
La decisione rappresenta una delle più gravi crisi mai verificatesi nella storia del calcio internazionale. Al centro dello scontro c'è il progetto di Infantino di affidare la gestione della Coppa del Mondo a un consorzio privato, con l'individuazione di Jared Kushner, genero dell'ex presidente americano Donald Trump, come «anchor investor». Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la Fifa avrebbe già predisposto un piano per versare 40 milioni di dollari a ciascuna federazione nazionale a partire dal 2027, una mossa interpretata come un tentativo di comprare il consenso delle federazioni più piccole.
Il boicottaggio europeo non si limita a una dichiarazione di principio. Le 55 federazioni, riunite sotto l'egida dell'Uefa, hanno annunciato che non parteciperanno a nessun torneo Fifa, inclusi i Mondiali per club e le competizioni giovanili, fino a quando la proposta di privatizzazione non sarà ritirata. La mossa rischia di paralizzare il calendario internazionale e di mettere in discussione la stessa tenuta della Fifa come ente regolatore del calcio mondiale. La Gazzetta dello Sport ha parlato di «guerra aperta» tra l'Uefa e Infantino.
La reazione della politica non si è fatta attendere. Bruxelles e Londra hanno espresso sostegno alla posizione dell'Uefa. La RaiNews ha riferito che il governo britannico ha definito la proposta di privatizzazione «inaccettabile», mentre l'Unione Europea ha invitato le parti a trovare una soluzione che preservi l'integrità dello sport. Il commissario europeo allo Sport ha dichiarato che la competizione per eccellenza non può essere gestita da privati con logiche di profitto.
La proposta di Infantino, emersa nei giorni scorsi, prevede la creazione di una nuova entità societaria che gestirebbe i diritti commerciali della Coppa del Mondo maschile e femminile, dello sviluppo del calcio globale e di altre proprietà intellettuali della Fifa. In cambio, gli investitori privati garantirebbero un flusso di cassa immediato all'organizzazione, che versa in difficoltà finanziarie. Il coinvolgimento di Kushner, figura legata al mondo della finanza e della politica statunitense, ha sollevato ulteriori perplessità tra i membri dell'Uefa, che vedono il piano come una svendita del patrimonio calcistico mondiale.
La posizione dell'Uefa appare molto chiara: non si tratta di una semplice vertenza commerciale, ma di una difesa del modello sportivo europeo basato su solidarietà, promozione del calcio di base e competizioni aperte. L'Uefa ha sottolineato che la Coppa del Mondo è un bene comune dello sport, non una proprietà da mettere sul mercato. Il presidente dell'Uefa Aleksander Čeferin ha già avviato contatti con le confederazioni di altri continenti per verificare la possibilità di allargare il fronte del dissenso.
La situazione resta in evoluzione. La Fifa non ha ancora ufficialmente risposto all'annuncio dell'Uefa, ma fonti vicine all'organizzazione lasciano intendere che Infantino non intende fare marcia indietro. Si profila un autunno caldo per il calcio mondiale, con il rischio concreto di una scissione che potrebbe portare alla nascita di competizioni alternative. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il dialogo prevarrà sullo scontro o se, come temono molti addetti ai lavori, si assisterà a una frattura irreparabile.
