A Künzelsau un padiglione di cemento per l'opera di Anselm Kiefer
Lo studio David Chipperfield Architects ha realizzato al Carmen Würth Forum un edificio monolitico che ospita un'unica grande tela di Anselm Kiefer, Schwarze Flocken, esposta per la prima volta al pubblico.

Lo studio David Chipperfield Architects ha realizzato al Carmen Würth Forum un edificio monolitico che ospita un'unica grande tela di Anselm Kiefer, Schwarze Flocken, esposta per la prima volta al pubblico.
Un edificio monolitico in cemento e mattoni, costruito attorno a un solo dipinto. È il padiglione che lo studio David Chipperfield Architects ha aggiunto al giardino delle sculture del Carmen Würth Forum di Künzelsau, in Germania, per ospitare Schwarze Flocken (Fiocchi neri), una grande opera del pittore tedesco Anselm Kiefer che fino a oggi non aveva mai trovato una collocazione espositiva adeguata.
Il Carmen Würth Forum, museo e centro congressi firmato dallo stesso studio berlinese e inaugurato nel 2020, non disponeva di uno spazio sufficientemente ampio per il dipinto, le cui dimensioni — 11 metri per 7,1 — ne rendevano impossibile l'esposizione nelle sale del museo. Da qui la decisione di realizzare un padiglione dedicato, progettato in collaborazione con lo stesso Kiefer per creare un ambiente su misura per l'opera.
Il volume esterno ha una forma cubica, con un portico aggettante che segna l'ingresso e offre riparo dalle intemperie. La scelta dei materiali — mattone e cemento bocciardato — richiama le superfici in cemento del vicino Carmen Würth Forum, creando una continuità visiva tra i due edifici. «La forma dell'edificio segue direttamente il volume interno indicato dall'artista e si concentra su pochi elementi collocati con precisione», ha spiegato lo studio. «Questa struttura è ritagliata su misura per l'opera e ne consente la prima presentazione pubblica».
All'interno, le pareti sono rivestite in intonaco di argilla e la struttura lignea del tetto è lasciata a vista. I lucernari sono stati pensati per far entrare la luce naturale e mostrarne le variazioni nel corso della giornata e delle stagioni. L'obiettivo dichiarato non è un'illuminazione uniforme, ma un'atmosfera raccolta e concentrata, capace di rallentare lo sguardo e di indirizzarlo verso il dipinto.
Il padiglione si distingue anche per il rapporto con il clima. A differenza degli spazi espositivi convenzionali, l'ambiente non è sottoposto a rigidi parametri di controllo termico e luminoso: la parete a tre strati — cemento, muratura e intonaco di argilla interno — è progettata per adattarsi alle condizioni climatiche variabili e per mantenere temperature sopra lo zero senza climatizzazione attiva.
L'opera che dà forma all'edificio prende il titolo da una poesia di Paul Celan, sopravvissuto all'Olocausto. La sua collocazione nel giardino delle sculture del forum tedesco segna dunque un passaggio importante: un dipinto di grandi dimensioni, rimasto a lungo invisibile al pubblico, trova ora uno spazio costruito intorno alle sue esigenze. Il progetto conferma l'attenzione dello studio di Chipperfield per i musei e gli spazi espositivi, un ambito in cui l'architetto britannico ha realizzato alcuni dei suoi lavori più noti, dalla Hepworth Wakefield nel West Yorkshire al Turner Contemporary di Margate.
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