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Altuzarra porta in passerella il gender fluido per la primavera 2027
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Altuzarra porta in passerella il gender fluido per la primavera 2027

Alla sfilata di New York, Joseph Altuzarra si ispira al rifugio Casa Susanna e mescola codici maschili e femminili in una collezione all'insegna della libertà espressiva.

Aggiornato 12 Set, 23:025 min
Altuzarra porta in passerella il gender fluido per la primavera 2027
Altuzarra Gets a 'Vibe Shift,' Plays With Gender Codes for Spring 2027 · RSS source
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Alla sfilata di New York, Joseph Altuzarra si ispira al rifugio Casa Susanna e mescola codici maschili e femminili in una collezione all'insegna della libertà espressiva.

Joseph Altuzarra ha scelto il Woolworth Building, storico grattacielo nel cuore di Lower Manhattan, per presentare la sua collezione primavera 2027. Un luogo che già di per sé suggerisce un dialogo tra epoche diverse, lo stesso dialogo che lo stilista ha voluto instaurare tra maschile e femminile, tra passato e presente, tra controllo e abbandono. La sfilata, tenutasi sabato mattina nell'ambito della New York Fashion Week, ha segnato un momento di svolta per la maison, con un cambio di atmosfera che lo stesso designer ha definito una vera e propria «vibe shift».

Il punto di partenza è stato un libro, «Casa Susanna: The Story of the First Trans Network in the United States, 1959–1968» di Isabelle Bonnet e Sophie Hackett, lasciato sulle sedie degli ospiti come da tradizione consolidata del brand durante la fashion week newyorkese. Casa Susanna era un rifugio nei monti Catskills dove, negli anni Sessanta, gli uomini si recavano per vestirsi da donna ed essere finalmente se stessi. Un tema che aveva già attirato l'attenzione di Altuzarra attraverso una recente mostra al Metropolitan Museum of Art. «Riguarda un rifugio negli anni Sessanta dove gli uomini andavano a vestirsi da donne ed essere la loro vera sé», ha raccontato lo stilista nel backstage. «Ho amato la gioia in quelle immagini, la libertà. Mi ha ricordato la naïveté dell'essere bambino durante l'estate».

Da questo spirito è nata una collezione costruita su una tensione centrale, come l'ha definita lo stesso Altuzarra: da un lato il guardaroba tradizionale maschile dell'uomo lavoratore anni Sessanta, dall'altro un'idea di femminilità molto esplicita e glamour. L'incontro tra questi due poli ha generato attrito e tensione, ma anche un nuovo equilibrio. Alcuni look pendevano decisamente verso il maschile, altri verso il femminile, mentre molti combinavano elementi di entrambi: camicie maschili sbottonate per rivelare un reggiseno o abbinate a gonne in seta, giacche Harrington in stile Steve McQueen indossate con ampie gonne a ruota.

Il risultato è una collezione che appare meno rigida e controllata rispetto alle precedenti, più libera, autentica ed espressiva. Cinture slacciate, orli e cuciture non rifiniti, cardigan indossati di traverso e spalline che cadono dalle spalle hanno conferito al guardaroba un senso di «undoneness» e «patchworkiness» che lo stilista ha descritto come qualcosa di nuovo per lui. «C'è stato decisamente un piccolo cambio di atmosfera per me questa stagione», ha spiegato, precisando però che parte di questa evoluzione è nata guardando indietro ai suoi stessi archivi. «Abbiamo ripreso molti ricami, stampe e silhouette delle collezioni passate, riportandoli e amplificandoli. Sono anche tornato a silhouette che avevo fatto in passato e che non facevo da tempo, come il ginocchio coperto, più spacchi, più texture, più stratificazione».

La tensione tra maschile e femminile non è una novità assoluta nel panorama della moda contemporanea, ma in questo caso assume un significato particolare perché radicata in una storia reale di ricerca di autenticità. Casa Susanna, negli anni Sessanta, era un luogo sicuro in un'epoca in cui l'espressione di genere al di fuori delle norme era fortemente stigmatizzata. Riportare quello spirito in passerella significa per Altuzarra non solo omaggiare un capitolo poco conosciuto della storia americana, ma anche riflettere su quanto quel bisogno di libertà e di gioia infantile continui a risuonare nel presente.

La scelta del Woolworth Building non è casuale: un edificio storico che ha attraversato epoche diverse, proprio come la collezione attraversa decenni e codici di genere. La primavera 2027 di Altuzarra si presenta così come un invito a lasciare andare il controllo, a indossare i capi con disinvoltura, a mescolare riferimenti e identità senza paura del disordine. Un messaggio che, in un momento storico di grande attenzione ai temi dell'inclusione e dell'espressione personale, trova nella moda un linguaggio immediato e potente.

Autore

Alessia Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.