Apple riporta il logo luminoso sul nuovo MacBook Pro e lo rende un oggetto di prestigio
Apple ha ripristinato la mela illuminata sul nuovo MacBook Pro con schermo OLED, disponibile solo nel modello da 2.899 dollari, trasformandola in un segno di status.

Apple ha ripristinato la mela illuminata sul nuovo MacBook Pro con schermo OLED, disponibile solo nel modello da 2.899 dollari, trasformandola in un segno di status.
Chi ha posseduto un MacBook prima del 2016 ricorda la mela luminosa sul coperchio, che per anni ha acceso aule universitarie, sale d'attesa degli aeroporti e le scene di serie tv ambientate nei caffè. Apple l'ha spenta a partire dal 2015, con il MacBook da 12 pollici, e poi nel 2016 con il MacBook Pro, in nome di coperchi più sottili. Undici anni dopo la luce torna sul nuovo MacBook Pro con schermo PROLED XDR, il primo Mac dotato di touchscreen, e questa volta viene presentata come un vero simbolo di prestigio.
Il ritorno è stato tecnicamente più complicato rispetto al passato. Il vecchio logo sfruttava la luce residua della retroilluminazione LCD, mentre i pixel OLED producono luce autonomamente e non ne avanzano. Apple ha quindi dovuto predisporre una sorgente luminosa separata, dedicata solo al marchio, senza spiegarne il funzionamento. Il logo mantiene anche il comportamento di un tempo, attenuandosi e riaccendendosi insieme allo schermo. Il vantaggio riguarda però un solo modello: il MacBook Pro standard e la versione M6 da 1.999 dollari mantengono il logo a specchio privo di illuminazione.
La scelta di Apple si inserisce in una storia di design iniziata nel 2015, quando la ricerca di un coperchio più sottile ha comportato la rinuncia alla mela illuminata. Il vecchio effetto non costava nulla: il logo era un foro nell'alluminio riempito di plastica traslucida, illuminato dalla luce della retroilluminazione LCD. Quel foro, però, era un ulteriore strato da gestire in uno chassis che Apple voleva sempre più sottile, e secondo quanto riportato esistevano timori che creasse un punto più luminoso sullo schermo, problema delicato per un display venduto sull'uniformità della luminosità. Con il MacBook da 12 pollici la sottigliezza ha prevalso.
Il logo, del resto, è sempre stato pensato per essere visto dagli altri. Già nei PowerBook e negli iBook la mela era orientata verso il proprietario a computer chiuso, risultando capovolta per chi guardava. Steve Jobs decise poi di invertirla, con il ragionamento che aprire un portatile dal lato sbagliato si corregge in pochi secondi, mentre un logo capovolto resta tale per sempre. Secondo alcune ricostruzioni anche il cinema ha contribuito a questa attenzione, con produttori che applicavano adesivi sui computer dati in prestito per far apparire corretta la mela in ripresa.
Il passaggio all'OLED ha cambiato i conti. Un indizio sulla soluzione adottata da Apple è un brevetto del 2022 per uno specchio parzialmente riflettente retroilluminato, che appare lucido quando è spento e lascia passare la luce interna quando è acceso. Corrisponde a ciò che si è visto al lancio: una mela a finitura a specchio che si illumina all'apertura del coperchio. Apple non ha però confermato che quel brevetto sia quello utilizzato, quindi si tratta di un'ipotesi.
Il rilancio del logo luminoso va letto anche nel contesto della strategia commerciale dell'azienda. Negli anni 2000 possedere un iPod o mettersi in fila per il primo iPhone del 2007 significava affermare uno status. Sotto la guida di Tim Cook, Apple ha puntato a diffondere i propri prodotti con modelli più economici, come gli iPhone SE, gli iPad a basso costo e il MacBook Air da 999 dollari. La strategia ha venduto un numero enorme di dispositivi, ma ha anche reso l'appartenenza al marchio meno distintiva. Il nuovo logo illuminato, applicato a un solo modello da 2.899 dollari in su, segna invece una scelta opposta: distinguere chi può permettersi il prodotto più costoso.
Il meccanismo non è nuovo nel settore del lusso. Dal 2013 alcuni concessionari Mercedes offrono una stella a tre punte illuminata, seguiti da BMW con le sue griglie Iconic Glow, da Rolls-Royce con la calandra luminosa e da Bentley con la B alata che si accende. Queste luci non servono alla guida, così come la mela illuminata non serve al rendering grafico: il valore sta nel fatto che il marchio luminoso è un marchio acquistato a un prezzo più alto.
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