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Bottega Veneta trasforma scatole di cartone in sgabelli scultorei per la sfilata Summer 2027
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Bottega Veneta trasforma scatole di cartone in sgabelli scultorei per la sfilata Summer 2027

L'artista ucraino Illya Goldman Gubin ha realizzato per la sfilata Bottega Veneta Summer 2027 una serie di sgabelli scultorei ottenuti da comuni scatole di cartone, piegate e deformate a mano, poi rinforzate con resina e fibra di vetro. Le pieghe e le irregolarità richiamano la tecnica Intrecciato della maison italiana.

Aggiornato 28 Set, 11:025 min
Bottega Veneta trasforma scatole di cartone in sgabelli scultorei per la sfilata Summer 2027
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L'artista ucraino Illya Goldman Gubin ha realizzato per la sfilata Bottega Veneta Summer 2027 una serie di sgabelli scultorei ottenuti da comuni scatole di cartone, piegate e deformate a mano, poi rinforzate con resina e fibra di vetro. Le pieghe e le irregolarità richiamano la tecnica Intrecciato della maison italiana.

Per la sfilata Bottega Veneta Summer 2027, l'artista ucraino Illya Goldman Gubin ha trasformato comuni scatole di cartone in sgabelli scultorei destinati a ospitare il pubblico. Ogni pezzo nasce da un contatto fisico diretto con il materiale, che viene piegato e deformato a mano prima di essere consolidato con resina e fibra di vetro. Il risultato sono sedute uniche, che conservano l'identità delle scatole di partenza e le tracce dell'intervento dell'artista.

Il progetto, intitolato Karton Hocker, ovvero sgabello di cartone, è stato commissionato dalla maison per l'allestimento della sfilata. Goldman Gubin lavora il cartone con un processo quasi performativo: afferra la scatola, la comprime, la accartoccia e ne modifica la forma attraverso la pressione del corpo. Le pieghe, le ammaccature e le superfici irregolari restano visibili anche dopo il trattamento con resina e fibra di vetro, rendendo ogni sgabello leggermente diverso dall'altro. Il materiale di partenza, normalmente destinato a essere gettato dopo aver trasportato oggetti, acquisisce così una nuova funzione: da contenitore diventa seduta in grado di sostenere una persona.

Uno degli aspetti più interessanti del lavoro è il dialogo con il patrimonio tecnico di Bottega Veneta. Le alette piegate e incastrate tra loro ricordano infatti l'Intrecciato, la lavorazione in pelle intrecciata che da decenni identifica la maison italiana. Goldman Gubin sfrutta la struttura originaria della scatola per ottenere questo effetto di intreccio, senza aggiungere elementi estranei. Il risultato è un oggetto che nasce da un materiale povero e quotidiano ma entra in risonanza con l'estetica e la storia del marchio, in un equilibrio tra artigianato, design e arte contemporanea.

Il cartone è da tempo un materiale ricorrente nella ricerca di Goldman Gubin, che lo ha impiegato in sculture, installazioni e arredi. In questo caso, la scelta di partire da scatole esistenti e di non nasconderne l'origine sottolinea il valore del processo creativo rispetto al prodotto finito. Le crepe, le grinze e le imperfezioni non vengono corrette ma esposte, diventando parte integrante dell'oggetto. Sotto la superficie indurita dalla resina, la natura originale del cartone rimane leggibile, e con essa la memoria del gesto che lo ha trasformato.

La commissione per la sfilata Bottega Veneta Summer 2027 inserisce il lavoro in un contesto in cui la scenografia non è semplice sfondo, ma elemento narrativo. Gli sgabelli non sono solo arredi funzionali: sono sculture che il pubblico occupa fisicamente durante la presentazione. In questo modo, l'atto di sedersi diventa parte dell'esperienza della sfilata, e il confine tra design, arte e moda si fa più labile. La scelta di un materiale umile come il cartone, elevato a elemento centrale dell'allestimento, riflette una tendenza sempre più diffusa nella moda contemporanea, attenta a processi produttivi, riuso e valore simbolico degli oggetti.

Il lavoro di Goldman Gubin si distingue anche per il suo carattere fisico e diretto. Non c'è un progetto grafico preliminare che determini la forma finale: ogni sgabello prende forma attraverso l'incontro tra il corpo dell'artista e la scatola. Questo approccio lascia spazio all'imprevisto e all'irregolarità, qualità che nella produzione industriale vengono normalmente eliminate. Ne risulta una serie di pezzi irripetibili, ognuno con una propria storia materiale, che portano nella sfilata un elemento di artigianalità e imperfezione controllata.

La collaborazione tra Bottega Veneta e un artista visivo non è un caso isolato nel panorama della moda internazionale, ma il progetto Karton Hocker mostra come un oggetto semplice e quotidiano possa diventare il centro di una riflessione su funzione, materia e trasformazione. Le scatole che un tempo trasportavano oggetti ora sostengono corpi, e le loro pieghe raccontano il passaggio da contenitore a seduta. È un gesto minimo, ma capace di parlare di sostenibilità, riuso e creatività senza rinunciare all'eleganza.

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Autore

Francesca Bellini segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.