C.P. Company celebra 30 anni in Corea del Sud con la mostra «996-026» a Seoul
Il marchio fondato da Massimo Osti ripercorre tre decenni di storia coreana attraverso archivi, storie personali e la comunità creativa locale, in collaborazione con GF Fashion.

Il marchio fondato da Massimo Osti ripercorre tre decenni di storia coreana attraverso archivi, storie personali e la comunità creativa locale, in collaborazione con GF Fashion.
A Seoul, C.P. Company celebra trent'anni di presenza in Corea del Sud con la mostra «996-026», un percorso espositivo che attraversa gli archivi del marchio, le storie personali legate alla sua diffusione nel Paese e la comunità creativa coreana. L'iniziativa, realizzata insieme a GF Fashion, ripercorre l'evoluzione del brand fondato da Massimo Osti dal suo arrivo sul mercato sudcoreano fino alle collaborazioni più recenti.
La mostra prende il nome dalla combinazione degli anni che segnano l'inizio e il presente di questa storia: il 1996, quando C.P. Company consolidò la propria presenza in Corea, e il 2026, orizzonte temporale del progetto espositivo. Un arco di tempo raccontato non solo attraverso capi e materiali d'archivio, ma anche mediante le testimonianze di chi ha contribuito a costruire la reputazione del marchio nel Paese asiatico.
Il legame tra C.P. Company e la Corea del Sud affonda le radici nella filosofia produttiva di Massimo Osti, pioniere della sperimentazione tessile e dell'abbigliamento funzionale. La mostra intende restituire questa eredità attraverso un racconto che intreccia innovazione tecnica, cultura del progetto e memoria collettiva, mettendo in dialogo l'archivio storico dell'azienda con la scena creativa coreana contemporanea.
La collaborazione con GF Fashion rappresenta un elemento centrale dell'esposizione. Il partner locale ha accompagnato la crescita del marchio sul territorio e la mostra diventa l'occasione per raccontare questa alleanza commerciale e culturale, andando oltre la semplice dimensione della distribuzione per toccare il modo in cui un'identità italiana è stata recepita e reinterpretata dal pubblico coreano.
L'esposizione si inserisce in un momento in cui i marchi italiani guardano con crescente attenzione al mercato asiatico, non solo come sbocco commerciale ma come laboratorio di contaminazione culturale. Seoul, in particolare, è diventata un centro nevralgico per la moda e per le industrie creative, capace di influenzare tendenze globali e di attrarre l'interesse dei brand storici europei.
Attraverso l'archivio, le storie personali e il coinvolgimento della comunità creativa locale, «996-026» propone una lettura del marchio che va oltre il prodotto: un racconto di trent'anni di relazioni, adattamenti e scambi tra l'Italia e la Corea del Sud. La mostra si configura così come un ponte tra la memoria industriale di C.P. Company e la vivacità culturale di Seoul, offrendo al pubblico coreano e ai visitatori internazionali una prospettiva inedita sulla storia del brand.
L'iniziativa conferma la volontà di C.P. Company di valorizzare il proprio patrimonio attraverso progetti espositivi che uniscono heritage e contemporaneità, trasformando l'archivio in uno strumento narrativo capace di parlare a pubblici diversi e di rinnovare il dialogo con le comunità in cui il marchio è presente.
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