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Giovanna Silva racconta le discoteche tra architettura, luce e notte
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Giovanna Silva racconta le discoteche tra architettura, luce e notte

La fotografa milanese Giovanna Silva esplora l'architettura delle discoteche italiane ed europee in NIGHTSWIMMING, un libro che nasce dal progetto per la Biennale di Venezia 2014 e indaga come la luce e il buio trasformano gli spazi del divertimento notturno.

Aggiornato 16 Ott, 13:015 min
Giovanna Silva racconta le discoteche tra architettura, luce e notte
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La fotografa milanese Giovanna Silva esplora l'architettura delle discoteche italiane ed europee in NIGHTSWIMMING, un libro che nasce dal progetto per la Biennale di Venezia 2014 e indaga come la luce e il buio trasformano gli spazi del divertimento notturno.

Le discoteche non sono solo luoghi di musica e danza, ma veri e propri organismi architettonici che cambiano volto con il passare delle mode, delle tecnologie e delle generazioni. È questa la prospettiva con cui la fotografa milanese Giovanna Silva ha costruito NIGHTSWIMMING, un libro che raccoglie anni di ricerche e immagini dedicate all'architettura della vita notturna, dal 1960 a oggi. Il progetto è nato quasi per caso, quando nel 2014 la sezione Monditalia della Biennale di Architettura di Venezia le ha commissionato un'indagine sull'architettura del divertimento notturno italiano. Un tema che, come ammette lei stessa, le era completamente estraneo e che ha richiesto un approccio metodico e disciplinato.

La ricerca è partita dalla carta stampata. Silva e il suo team hanno raccolto tutti i libri disponibili sull'argomento, perché le discoteche sono edifici che si trasformano continuamente per adeguarsi alle tendenze, alla musica e ai progressi della tecnologia di illuminazione e suono. Proprio per questa loro natura mutevole, i libri restano spesso l'unico modo per vedere come apparivano in passato. Da queste pagine sono emersi i protagonisti del progetto: critici, architetti, dj, direttori artistici e proprietari di club, figure che Silva definisce «i nuotatori notturni».

Dopo aver esaminato il panorama italiano, la fotografa ha deciso di allargare lo sguardo a quattro grandi città europee: Berlino, Londra, Parigi e Barcellona. La selezione non è stata semplice. Se la ricerca presentata alla Biennale doveva essere esaustiva, in questo caso era necessario essere selettivi, privilegiando i club socialmente e musicalmente rilevanti e al tempo stesso architettonicamente interessanti. Le fotografie raccontano spazi a volte vuoti, a volte pieni di persone, e mostrano come la folla finisca per cancellare il concetto stesso di spazio. Tra i luoghi ritratti compaiono il Number One di Cortefranca, il Cocoricò di Riccione, l'Altromondo Studios di Rimini, il BUKA ex CDG di Milano, il Tenax di Firenze e il Ritter Butzke di Berlino.

Entrando in un club, il primo elemento che colpisce Silva è sempre l'odore, forse perché la maggior parte degli scatti è stata realizzata di giorno, fuori orario. Un odore costante, una sorta di madeleine proustiana: un misto di esseri umani, fumo e detersivo, difficile da stabilire se sia l'odore delle pulizie o semplicemente l'odore della notte. Subito dopo arrivano le luci. «Le luci sono tutto», scrive la fotografa. Le discoteche, spiega, sono come signore anziane: non dovrebbero mai essere viste senza trucco. La luce cambia lo spazio con il semplice tocco di un interruttore. Alcune fotografie sono state scattate con luce bianca, che rende tutto piatto e clinico, rivelando la dimensione più cruda e meno glamour di questi ambienti.

Il libro documenta anche un fenomeno in crescita: sempre più spesso luoghi non progettati come discoteche vengono occupati e trasformati in spazi per festeggiare, in una sorta di legalizzazione del concetto di rave degli anni Novanta. È una percezione del notte che cambia, si sposta e si adatta, e che Silva ha cercato di catturare con uno sguardo inizialmente distaccato, ma che con il tempo è diventato sempre più familiare. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di spiegarle che cos'è la notte.

Giovanna Silva, nata nel 1980, vive e lavora a Milano. Tra il 2005 e il 2007 ha collaborato con la rivista Domus e dal 2007 al 2011 è stata photo editor di Abitare. Ha pubblicato numerosi libri fotografici e nel 2014 ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia con il progetto Nightswimming. È fondatrice di Humboldt Books e della rivista San Rocco, e insegna alla NABA di Milano e all'ISIA di Urbino. Il suo lavoro continua a indagare il rapporto tra architettura, luce e comportamento umano, restituendo dignità visiva a un universo spesso considerato effimero.

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Autore

Lorenzo Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.