I «Walking Men» di Maya Barkai trasformano i semafori in arte pubblica itinerante
Dal 2009 la fotografa newyorkese Maya Barkai porta in tutto il mondo le sagome dei pedoni dei semafori, ingrandite a dimensione naturale. Il progetto è passato per New York, Sydney, Taipei e Perm, con una variante dedicata ai cartelli dei cantieri.

Dal 2009 la fotografa newyorkese Maya Barkai porta in tutto il mondo le sagome dei pedoni dei semafori, ingrandite a dimensione naturale. Il progetto è passato per New York, Sydney, Taipei e Perm, con una variante dedicata ai cartelli dei cantieri.
Le figure stilizzate che regolano il traffico pedonale delle città di tutto il mondo diventano protagoniste di un progetto di arte pubblica itinerante. È «Walking Men», l'iniziativa della fotografa newyorkese Maya Barkai, che dal 2009 raccoglie le immagini del pedone in cammino dai cartelli di attraversamento e le presenta in installazioni a grandezza naturale.
Il progetto nasce da un'idea semplice ma efficace: il pittogramma dell'uomo che cammina, presente su ogni semaforo, è uno dei simboli più diffusi e riconoscibili del paesaggio urbano contemporaneo, eppure raramente viene osservato con attenzione. Barkai lo ha trasformato in un archivio visivo globale, mettendo a confronto le diverse versioni del segnale raccolte in città lontane tra loro. Le sagome, ingrandite fino a raggiungere le dimensioni di una persona, compongono installazioni che invitano il pubblico a fermarsi e a guardare da vicino un elemento che fa parte della vita quotidiana di chiunque.
Dalla sua prima apparizione, «Walking Men» ha viaggiato molto. Le installazioni sono state allestite a New York, Sydney, Taipei e Perm, in Russia, confermando la vocazione internazionale del progetto. Ogni tappa porta con sé le sagome raccolte in quel contesto urbano, creando un dialogo tra culture diverse attraverso un linguaggio visivo universale. Il formato a grandezza naturale permette ai passanti di trovarsi faccia a faccia con figure che normalmente si limitano a dare un'indicazione stradale, trasformando un oggetto funzionale in un'opera d'arte pubblica accessibile a tutti.
Accanto al progetto principale, Barkai ha sviluppato una variante dedicata ai cartelli dei cantieri, intitolata «Men at Work». Questa serie raccoglie le rappresentazioni dell'operaio al lavoro e ha trovato spazio in Israele e a New York. Anche in questo caso, il punto di partenza è un pittogramma quotidiano, che l'artista estrae dal suo contesto per restituirgli dignità estetica e valore documentario. Le due serie insieme raccontano come la segnaletica urbana sia un patrimonio visivo condiviso, capace di rivelare differenze culturali e scelte grafiche che sfuggono all'attenzione comune.
Il lavoro di Barkai si inserisce in una tradizione di arte pubblica che utilizza materiali e simboli della città per creare occasioni di riflessione collettiva. Le installazioni non richiedono un biglietto d'ingresso né una visita museale: si incontrano per strada, durante gli spostamenti quotidiani, e proprio per questo riescono a raggiungere un pubblico più ampio di quello che frequenta normalmente gli spazi espositivi. La scelta di lavorare con immagini così familiari riduce la distanza tra arte e spettatore, rendendo immediata la comprensione del progetto.
Oltre alle installazioni, l'artista propone stampe in edizione limitata, pensate per chi desidera portare a casa una parte di questo archivio visivo. Un modo per trasformare un progetto nato nello spazio pubblico in un oggetto da collezione, senza perdere la leggerezza e l'immediatezza che lo caratterizzano. La diffusione delle opere attraverso canali diversi conferma la versatilità di un'idea che continua a viaggiare e a rinnovarsi, tappa dopo tappa, mantenendo intatto il suo nucleo originario: osservare con occhi nuovi ciò che abbiamo sotto casa.
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