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Il Paese più basso del mondo: altitudine media di 1,8 metri
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Il Paese più basso del mondo: altitudine media di 1,8 metri

Le Maldive sono la nazione con l'altitudine media più bassa al mondo, appena 1,8 metri sopra il livello del mare. Un primato geografico che le rende anche il Paese più vulnerabile all'innalzamento degli oceani.

Aggiornato 20 Set, 12:014 min
Il Paese più basso del mondo: altitudine media di 1,8 metri
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Le Maldive sono la nazione con l'altitudine media più bassa al mondo, appena 1,8 metri sopra il livello del mare. Un primato geografico che le rende anche il Paese più vulnerabile all'innalzamento degli oceani.

Le Maldive detengono un primato geografico che pochi conoscono: sono il Paese più basso del mondo, con un'altitudine media di appena 1,8 metri sopra il livello del mare. Un dato che non è solo una curiosità da atlante, ma una condizione che definisce l'intera esistenza dell'arcipelago e il suo rapporto con l'ambiente.

Situate nell'Oceano Indiano, le Maldive sono una repubblica composta da circa 1.200 isole coralline, di cui poco più di duecento abitate. La loro conformazione è il risultato di millenni di crescita dei coralli, che hanno costruito atolli e barriere appena emergenti dalla superficie dell'acqua. La terraferma è una risorsa scarsa e preziosa, e la maggior parte delle isole non supera di molto il metro e mezzo di altezza.

Questo primato ha conseguenze concrete. Le Maldive sono considerate tra i Paesi più esposti al mondo agli effetti del cambiamento climatico e dell'innalzamento del livello del mare. Secondo le stime delle Nazioni Unite, entro la fine del secolo il livello degli oceani potrebbe salire fino a un metro, una minaccia esistenziale per un territorio che in media si trova a meno di due metri sopra la superficie marina. Già oggi, eventi meteorologici estremi e l'erosione costiera mettono a rischio infrastrutture, abitazioni e riserve di acqua dolce.

Il governo delle Maldive ha da tempo avviato strategie di adattamento. Tra queste figurano la costruzione di isole artificiali sopraelevate, come Hulhumalé, progettata per ospitare decine di migliaia di persone su un terreno rialzato di circa due metri rispetto al livello del mare. Sono stati inoltre realizzati sistemi di difesa costiera e piani di gestione delle risorse idriche, mentre a livello internazionale il Paese è tra i più attivi nel chiedere impegni concreti per la riduzione delle emissioni di gas serra.

Nonostante la vulnerabilità, le Maldive restano una delle destinazioni turistiche più ambite al mondo. Le sue acque cristalline, le barriere coralline e i resort di lusso attirano ogni anno oltre un milione di visitatori, rendendo il turismo il motore principale dell'economia nazionale. Questa popolarità, tuttavia, convive con la necessità di proteggere un ecosistema fragile, dove ogni centimetro di terra emersa conta.

Il caso delle Maldive è spesso citato negli studi sul clima come esempio limite. La loro altitudine media di 1,8 metri le colloca in una categoria a sé: nessun altro Paese al mondo ha una terraferma così vicina al livello del mare. Per i suoi abitanti, il cambiamento climatico non è una prospettiva lontana, ma una realtà quotidiana che influenza scelte politiche, economiche e sociali.

La storia delle Maldive dimostra come un primato geografico possa trasformarsi in una sfida globale. La loro sorte dipende da decisioni che vanno oltre i confini nazionali, e il modo in cui il mondo affronterà la crisi climatica determinerà se l'arcipelago continuerà a esistere come lo conosciamo o se diventerà il simbolo di una perdita irreversibile.

Autore

Francesca Bellini segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.