Il soggiorno dei Bieber rilancia l'open space con zone calde
La casa di Justin e Hailey Bieber mostra come l'open plan non sia morto: il layout ridefinisce il concetto di zoning caldo, creando ambienti fluidi ma accoglienti in vista del 2027.

La casa di Justin e Hailey Bieber mostra come l'open plan non sia morto: il layout ridefinisce il concetto di zoning caldo, creando ambienti fluidi ma accoglienti in vista del 2027.
L'open space non è scomparso. A dimostrarlo è il soggiorno di Justin e Hailey Bieber, che secondo un'analisi di Homes & Gardens ridefinisce il modo di concepire gli ambienti a pianta aperta. Il layout della loro casa non rinuncia alla continuità tra le stanze, ma introduce un elemento nuovo: lo zoning caldo, un modo di delimitare le funzioni senza muri né barriere rigide.
La tendenza, che si prepara a caratterizzare il 2027, ribalta l'idea che l'open plan sia un modello superato. Negli ultimi anni molti progettisti avevano iniziato a metterlo in discussione, complice la ricerca di maggiore privacy e acustica domestica. La soluzione adottata dai Bieber suggerisce invece una terza via: mantenere la fluidità degli spazi e, allo stesso tempo, creare angoli accoglienti e distinti attraverso arredi, materiali e illuminazione.
Il concetto di warm zoning si basa su elementi morbidi — tappeti, divani, librerie basse, luci calde — che suggeriscono le diverse aree senza interrompere la visuale. È una strategia sempre più seguita da chi vive in appartamenti o case con pochi metri quadrati, ma anche da chi desidera un ambiente domestico più rilassato e meno formale. La casa dei Bieber, con il suo soggiorno aperto ma articolato, diventa così un caso di studio per progettisti e appassionati di interior design.
La rivista Homes & Gardens, specializzata in arredamento e stili di vita, ha analizzato la disposizione degli spazi sottolineando come la scelta dei Bieber non sia solo estetica. Si tratta di una risposta concreta alle esigenze della vita contemporanea, in cui la casa è diventata anche luogo di lavoro, svago e relazioni. Delimitare senza chiudere permette di passare con naturalezza da un'attività all'altra, mantenendo un senso di unità domestica.
Il ritorno del calore visivo e tattile è un altro segnale della tendenza. Materiali come il legno, le fibre naturali e i tessuti morbidi contribuiscono a definire le zone senza ricorrere a pareti divisorie. L'illuminazione gioca un ruolo chiave: punti luce diffusi e lampade da terra creano isole luminose che suggeriscono le funzioni. Anche il colore, con palette calde e terrose, aiuta a distinguere gli ambienti all'interno di un unico grande spazio.
Questa evoluzione dell'open plan si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro dell'abitare. Dopo anni di planimetrie completamente aperte, molti utenti chiedono ambienti che offrano sia convivialità sia momenti di ritiro. Il warm zoning risponde a questa doppia esigenza senza tornare alla compartimentazione tradizionale. Non è un caso che la soluzione dei Bieber arrivi in un momento in cui il design d'interni guarda con interesse a modelli flessibili e adattabili.
Per chi desidera applicare lo stesso principio a casa propria, gli esperti suggeriscono di partire dalle funzioni: identificare le attività principali e disporre gli arredi di conseguenza. Un tappeto può delimitare l'area conversazione, una libreria bassa può separare la zona lettura, una consolle può segnare il passaggio verso la cucina. L'obiettivo non è riempire lo spazio, ma creare transizioni morbide e riconoscibili.
Il messaggio che arriva dal soggiorno dei Bieber è chiaro: l'open space non è morto, ma si sta trasformando. Il 2027 si preannuncia come l'anno in cui lo zoning caldo diventerà un riferimento per chi progetta e vive gli interni. Una conferma che le tendenze dell'abitare non procedono per rotture nette, ma per adattamenti progressivi, in cui comfort, funzionalità ed estetica trovano un nuovo equilibrio.
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