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In Norvegia una sauna comunitaria a forma di scafo riutilizza il legno di un edificio demolito
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In Norvegia una sauna comunitaria a forma di scafo riutilizza il legno di un edificio demolito

A Båtsfjord, nel nord della Norvegia, quindici studenti della Norwegian University of Science and Technology hanno progettato e costruito Skroget: una sauna pubblica con pontile che cita la struttura di una barca in costruzione e riutilizza il legname recuperato da un edificio smantellato dal comune.

Aggiornato 19 Ott, 05:015 min
In Norvegia una sauna comunitaria a forma di scafo riutilizza il legno di un edificio demolito
This Norwegian Sauna Turns Reclaimed Timber Into a Ship-Inspired Waterfront Shelter · RSS source
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A Båtsfjord, nel nord della Norvegia, quindici studenti della Norwegian University of Science and Technology hanno progettato e costruito Skroget: una sauna pubblica con pontile che cita la struttura di una barca in costruzione e riutilizza il legname recuperato da un edificio smantellato dal comune.

A Båtsfjord, porto attivo nel nord della Norvegia, diciannove telai in legno inclinati verso l'acqua disegnano la sagoma scheletrica di una barca in costruzione. È Skroget, progetto che unisce una sauna comunitaria e una piattaforma pubblica affacciata sul porto. Il nome deriva dalla parola norvegese che indica lo scafo, un riferimento marittimo che dà alla struttura un'identità coerente con il contesto in cui sorge.

A firmare il progetto è Rare Collectiv, gruppo di quindici studenti del corso Design in Context della Norwegian University of Science and Technology, che ha curato sia la progettazione sia la realizzazione. L'opera si estende per circa 40 metri e sfrutta i portali angolari in legno per creare una copertura inclinata sopra un camminamento e un'area di sosta rivolti a sud. Quasi l'intera costruzione utilizza legname di recupero proveniente da un edificio smantellato dal comune locale: un legame materiale con il territorio che va oltre la silhouette ispirata alle imbarcazioni.

Il sviluppo longitudinale stabilisce due rapporti distinti con il sito. Da un lato c'è il fronte esposto verso l'acqua, dall'altro il lato rivolto a sud e più protetto, dove le pareti offrono riparo dal vento. La geometria ha quindi una funzione pratica: crea un luogo di sosta accanto al porto senza che ogni seduta sia ugualmente esposta alle intemperie. I telai ripetuti organizzano i percorsi e gli spazi per sedersi, mentre il riferimento alla barca resta leggibile ma acquista un ruolo utile.

Un camminamento continuo collega l'ingresso occidentale e il punto fuoco con la sauna, collocata all'estremità orientale, passando tra spogliatoi e docce. La disposizione evita di ridurre l'edificio a un corridoio che termina davanti a una porta e attribuisce agli spazi esterni condivisi una funzione organizzativa autonoma. La sauna vera e propria occupa 15 metri quadrati e, a differenza della struttura circostante prevalentemente in materiale recuperato, impiega elementi nuovi in legno, con esterno marrone scuro e interno in betulla chiara. Panche, tavoli e sedie da esterno su misura riprendono il linguaggio angolare dei telai maggiori.

La piccola stanza inserita in una lunga struttura pubblica è la scelta più convincente del progetto: la disposizione lascia spazio a visite di tipo diverso, una sessione di sauna, una conversazione o una pausa vicino all'acqua. La generosità architettonica sta nell'aver riservato spazio anche ai momenti più quieti e meno programmati, accanto all'attrattiva principale. Un approccio che ricorda altre esperienze recenti di architettura in legno pensate come servizi pubblici: in Germania, lungo la pista ciclabile D9 a Burgsinn, lo studio ToB.Studio ha realizzato una stazione di sosta per ciclisti che reinterpreta la forma di una catasta di tronchi, con nicchie riparate, punti di ricarica per e-bike, docce e servizi accessibili, costruita con un telaio prefabbricato in larice non trattato e principi di smontaggio reversibile.

Nel caso norvegese, la scelta del legno di recupero aggiunge un tema di sostenibilità e memoria locale: il materiale proviene da un edificio che il comune ha smantellato, e la sua seconda vita nella sauna crea una continuità tra il paesaggio costruito e il nuovo spazio pubblico. Il risultato è un'architettura espressiva ma sobria, che non si limita a fare da scenografia: i telai inclinati organizzano la circolazione, offrono riparo e trasformano un piccolo ambiente chiuso in una destinazione dentro un percorso più ampio. Per una rivista attenta ai nuovi modi di abitare il tempo libero e gli spazi condivisi, Skroget è un esempio di come il riuso dei materiali e il riferimento al contesto marittimo possano generare un luogo pubblico capace di accogliere usi diversi, dalla sauna alla semplice sosta davanti al porto.

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Autore

Davide De Luca segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.