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Infinite Grove, il padiglione di acciaio specchiato che moltiplica un albero all'infinito
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Infinite Grove, il padiglione di acciaio specchiato che moltiplica un albero all'infinito

Il padiglione itinerante di Chang Hao Studio, presentato al Festival Internazionale dei Fiori di Shanghai, usa due pareti curve in acciaio specchiato per trasformare un singolo albero in un bosco percettivo. Un esperimento di design che intreccia tradizione dei giardini cinesi e riflessione ottica.

Aggiornato 25 Set, 06:014 min
Infinite Grove, il padiglione di acciaio specchiato che moltiplica un albero all'infinito
This Mirrored Steel Pavilion Multiplies One Tree Into Endless Reflections · RSS source
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Il padiglione itinerante di Chang Hao Studio, presentato al Festival Internazionale dei Fiori di Shanghai, usa due pareti curve in acciaio specchiato per trasformare un singolo albero in un bosco percettivo. Un esperimento di design che intreccia tradizione dei giardini cinesi e riflessione ottica.

Un solo albero, due pareti curve e un'apertura circolare che nasconde tanto quanto rivela. È l'inventario completo dei materiali di Infinite Grove, il padiglione pop-up itinerante firmato da Chang Hao Studio, presentato in anteprima al Festival Internazionale dei Fiori di Shanghai 2026 e poi trasferito in diverse zone della città seguendo il calendario delle stagioni.

L'idea alla base è quasi un esperimento mentale: collocare un unico albero tra due superfici in acciaio specchiato rivolte verso l'interno e osservare quante volte la geometria riesca a duplicarlo prima che l'occhio smetta di contare. Il visitatore entra da un'apertura circolare, l'albero occupa il centro dello spazio, mentre due pareti curve si inarcano ai lati. Lo sguardo raggiunge la superficie più vicina e vi coglie l'albero; quella superficie riflette la parete opposta, che a sua volta riflette, in una sequenza che prosegue finché i riflessi si sovrappongono e si confondono in qualcosa che il cervello interpreta come profondità spaziale.

La curvatura è l'elemento che distingue Infinite Grove da un semplice corridoio di specchi. I pannelli piatti producono una ripetizione lineare e ordinata; quelli curvi modificano l'angolo di incidenza a ogni altezza, facendo inclinare le immagini riflesse, comprimendole ai bordi e moltiplicandole a ritmi irregolari. Sopra, pannelli smerigliati diffondono la luce naturale in una foschia senza fonte, eliminando quegli indizi d'ombra che altrimenti confermerebbero quale albero sia quello reale.

Chang Hao Studio ha tratto l'apertura circolare dalla tradizione della vista incorniciata del giardino cinese. Il padiglione cambia albero ospite a ogni spostamento: un'azalea in fiore ha ancorato l'installazione primaverile, mentre gli abbinamenti successivi hanno introdotto specie diverse. Lo studio sottolinea che ogni albero ridisegna il paesaggio riflesso, mentre la struttura in acciaio resta invariata. È un dettaglio che sposta l'attenzione dal manufatto all'organismo vegetale: la stessa architettura, applicata a soggetti differenti, produce un'esperienza percettiva ogni volta nuova.

Il progetto solleva però anche alcune domande tecniche rimaste senza risposta. Non sono state pubblicate le dimensioni dei pannelli né l'altezza delle pareti, né la specifica della finitura in acciaio inossidabile, così come non è noto chi abbia fabbricato e installato la struttura. Resta da chiarire come verrà gestita la manutenzione delle superfici all'altezza dei visitatori, dove impronte e umidità si accumulano più rapidamente, e se l'ingresso circolare rispetti i requisiti di accessibilità in ogni sede ospitante. Manca anche una valutazione del riflesso abbagliante per i pedoni nelle aree adiacenti.

Non sono stati diffusi dati termici, ottici o relativi alle collisioni con gli uccelli, e le condizioni del suolo e di protezione radicale per ciascun albero ospite rimangono indocumentate. Non è confermato nemmeno se l'installazione sia temporanea in ogni sito e quale destino avranno i materiali a fine vita. Si tratta di aspetti che non sminuiscono il concept, ma che riguardano la sostenibilità e la replicabilità di un oggetto pensato per viaggiare.

Infinite Grove resta comunque un esercizio di progettazione spaziale rigoroso, che trasforma un materiale industriale familiare in un argomento percettivo sulla scala e sulla molteplicità. Non crea una foresta: si chiede se la differenza tra un albero e molti sia una questione di numero o soltanto di attenzione. Ed è proprio in questa domanda che il padiglione trova la sua forza, offrendo ai visitatori un'esperienza che dura pochi minuti ma lascia una traccia duratura nel modo di guardare lo spazio costruito.

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Autore

Lorenzo Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.