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Katy Perry critica l’uso di «Firework» in un video della Casa Bianca sugli attacchi militari
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Katy Perry critica l’uso di «Firework» in un video della Casa Bianca sugli attacchi militari

La cantante americana si è detta «profondamente sconvolta e arrabbiata» per l’utilizzo non autorizzato della sua canzone come colonna sonora di un clip della Casa Bianca che mostra esplosioni durante attacchi militari.

Aggiornato 26 Июл, 18:113 min
Katy Perry critica l’uso di «Firework» in un video della Casa Bianca sugli attacchi militari
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La cantante americana si è detta «profondamente sconvolta e arrabbiata» per l’utilizzo non autorizzato della sua canzone come colonna sonora di un clip della Casa Bianca che mostra esplosioni durante attacchi militari.

Katy Perry ha duramente criticato la Casa Bianca per aver utilizzato la sua hit «Firework» come sottofondo di un video pubblicato su TikTok che ritrae attacchi militari. La cantante 41enne ha dichiarato di non aver mai autorizzato l’uso del brano e di essere «profondamente sconvolta e arrabbiata» per il modo in cui la sua musica è stata associata a immagini di distruzione.

Il video, diffuso dall’account ufficiale della Casa Bianca, mostra riprese di esplosioni con didascalie come «L’Iran è stato avvertito», mentre in sottofondo si sente il ritornello di «Firework» con le parole «Boom, boom, boom, even brighter than the moon, moon, moon». La scelta ha immediatamente suscitato polemiche, spingendo la popstar a intervenire pubblicamente.

In un messaggio pubblicato su X, poi condiviso anche nelle storie di Instagram, Perry ha scritto: «Sono profondamente sconvolta e arrabbiata che 'Firework' sia stata usata come musica di sottofondo in un video della Casa Bianca che ritrae attacchi militari. Non ho dato il mio consenso, non sono stata interpellata e non lo approvo assolutamente». La cantante ha sottolineato che il brano è nato come «un inno di speranza, guarigione e forza interiore per chi vive i momenti più bui». Vedere un messaggio positivo usato per «glorificare distruzione e violenza» è, secondo lei, «una violazione totale di tutto ciò che la mia canzone rappresenta».

Perry ha aggiunto che la sua musica vuole avvicinare le persone, non esaltare la guerra. La cantante è nota da tempo per la sua opposizione a Donald Trump: durante le elezioni presidenziali del 2024 aveva sostenuto pubblicamente la candidata democratica Kamala Harris.

Non è la prima volta che artisti famosi protestano contro l’uso non autorizzato delle loro canzoni da parte dell’amministrazione Trump o della Casa Bianca. In passato si erano schierati contro simili utilizzi anche Céline Dion, i Linkin Park, i Radiohead e, più di recente, Sabrina Carpenter. A dicembre 2025, Carpenter aveva definito «malvagio e disgustoso» un video in cui la sua musica accompagnava immagini di fermo di migranti.

La Casa Bianca non ha ancora risposto alle critiche di Perry. Il caso riaccende il dibattito sull’uso di opere musicali da parte di istituzioni governative senza il consenso degli autori, in particolare quando il contesto è in contrasto con i messaggi originali delle canzoni.