La casa smontabile di Jean Prouvé diventa un padiglione da tè a Parigi
Al Design Miami.Paris, la Galerie Patrick Seguin espone la Casa Smontabile 6×6 del 1944 con un interno ispirato al chashitsu giapponese, nel giardino dell'Hôtel de Maisons.

Al Design Miami.Paris, la Galerie Patrick Seguin espone la Casa Smontabile 6×6 del 1944 con un interno ispirato al chashitsu giapponese, nel giardino dell'Hôtel de Maisons.
La Casa Smontabile 6×6 di Jean Prouvé, progettata nel 1944 per l'emergenza abitativa del dopoguerra, torna al centro della scena al Design Miami.Paris. La Galerie Patrick Seguin la presenta nel giardino dell'Hôtel de Maisons, nell'ambito della sezione Design at Large, con un allestimento che ne reinterpreta gli interni come un chashitsu, il tradizionale padiglione giapponese per la cerimonia del tè.
L'operazione mette in dialogo i principi costruttivi di Prouvé con l'estetica giapponese, un legame che l'architetto francese coltivò a lungo. Come racconta il fondatore della galleria Patrick Seguin, Prouvé fu invitato più volte in Giappone a tenere conferenze e collaborò a stretto contatto con l'architetta Reiko Hayama, entrata nel suo atelier nei primi anni Settanta. La casa è attualmente in vendita tramite la galleria.
Progettata alla fine della Seconda guerra mondiale, la 6×6 rispondeva a una carenza abitativa urgente in Francia. Prouvé la concepì per le famiglie sfollate in Lorena e in Franca Contea, immaginando un sistema costruttivo economico da produrre, rapido da montare e facile da smontare per essere trasferito altrove. La struttura misura sei metri per lato e ospita tre stanze: un modulo compatto pensato per accogliere le famiglie appena completato il montaggio, senza attendere la ricostruzione definitiva.
Il progetto si basa sul telaio a portale assiale brevettato dallo stesso Prouvé, che organizza l'abitazione attorno a uno scheletro d'acciaio piegato. Pannelli lignei standardizzati si inseriscono nel telaio, mentre una copertura in carta catramata completa l'involucro. In un Paese dove l'acciaio era soggetto a rigidi contingentamenti, riservare il metallo alla sola struttura portante rispondeva ai vincoli concreti della ricostruzione. Prouvé non vedeva però solo una soluzione temporanea: la facilità di assemblaggio e smontaggio del sistema, secondo le sue intenzioni, avrebbe potuto servire in futuro anche a costruire abitazioni permanenti.
Per l'esposizione parigina, l'interno combina la struttura in acciaio a vista e le pareti in legno originali con stuoie tatami e sedute basse. Una grande apertura vetrata collega lo spazio del tè al paesaggio del giardino, mentre un pannello intrecciato separa l'area notte dall'ambiente ispirato al padiglione. Armadi in legno reintroducono elementi domestici, in un allestimento che sovrappone alla lettura storica dell'edificio un nuovo livello interpretativo.
La scelta di portare la casa a Parigi è stata resa possibile proprio dalla sua natura smontabile. Secondo la galleria, le strutture di Prouvé erano pensate per essere montate e smontate con facilità, e la 6×6 richiede soltanto un giorno di lavoro per l'assemblaggio. Un'idea di industrializzazione leggera che, a oltre ottant'anni dalla sua concezione, continua a parlare al presente del design e dell'architettura.
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