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07.10.2026Edizione ItaliaChi siamoRedazione
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Le crociere conquistano i giovani: a bordo si mangia quando e dove si vuole
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Le crociere conquistano i giovani: a bordo si mangia quando e dove si vuole

Le compagnie di crociera stanno rivoluzionando l'esperienza a bordo per attrarre i viaggiatori tra i 25 e i 34 anni, la fascia d'età che secondo ABTA sceglie sempre più spesso una vacanza in mare. Addio a turni di cena fissi e buffet infiniti: ora si punta su ristoranti d'autore, food hall e orari liberi.

Aggiornato 07 Ott, 19:005 min
Le crociere conquistano i giovani: a bordo si mangia quando e dove si vuole
When did cruises become cool? Why a new generation of food lovers are taking to the seas · RSS source
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Le compagnie di crociera stanno rivoluzionando l'esperienza a bordo per attrarre i viaggiatori tra i 25 e i 34 anni, la fascia d'età che secondo ABTA sceglie sempre più spesso una vacanza in mare. Addio a turni di cena fissi e buffet infiniti: ora si punta su ristoranti d'autore, food hall e orari liberi.

Le crociere non sono più un'esclusiva di famiglie e over 65. Secondo i dati di ABTA, l'associazione britannica di categoria, i viaggiatori tra i 25 e i 34 anni sono oggi la fascia d'età che sceglie l'esperienza in mare con maggiore entusiasmo, superando anche gli ultrasessantacinquenni. A trainare questa inversione di tendenza è una trasformazione profonda dell'offerta a bordo, con le compagnie che hanno riscritto le regole della ristorazione e dell'intrattenimento per intercettare un pubblico più giovane, abituato a pianificare intere vacanze attorno al cibo.

Il cambiamento è visibile fin dal primo imbarco. Le cene a turno fisso, con lo stesso tavolo e gli stessi commensali ogni sera, lasciano spazio a una scelta molto più ampia: dai barbecue coreani con soju alla pasta fatta a mano accompagnata da uno spritz, passando per steakhouse, cucina messicana e piatti da condividere. Non è solo una tendenza di una singola compagnia. Norwegian ha sostituito il buffet tradizionale su alcune delle navi più recenti con una food hall composta da piccoli ristoranti internazionali, mentre Royal Caribbean sull'Icon of the Seas offre oltre quaranta punti dove mangiare e bere, incluso un supper club da otto portate con band dal vivo.

Anche la ristorazione d'autore è salita a bordo. Nomi come Michel Roux, Marco Pierre White, Nobu Matsuhisa e lo chef due stelle Michelin Niklas Ekstedt hanno firmato menu e locali sulle navi, trasformando quella che una volta era una cena obbligata in un'esperienza gastronomica da programmare. La conseguenza pratica è che il pasto non scandisce più la giornata: si mangia quando e dove si vuole, dal ramen alla colazione servita tutto il giorno, dai poke bowl al pesce spada, fino alla pizza di mezzanotte per chi rientra dalla pista da ballo. Su alcune navi è persino possibile ordinare la colazione in cabina tramite un'app.

La dimensione sociale resta centrale, ma cambia forma. A bordo della Scarlet Lady di Virgin Voyages, nave adults-only, un ristorante di barbecue coreano riunisce attorno a un grill comune ospiti che non si conoscono: due pensionati della Florida e due amiche di Sydney si ritrovano a condividere soju, banchan e storie di vita diverse, tra giochi di bevute e carne alla griglia. È la stessa cena con gli sconosciuti di un tempo, ma con un tono completamente diverso, più informale e conviviale. Le amicizie nate a tavola proseguono poi tra un bicchiere di champagne all'ora dell'aperitivo e un quiz mattutino.

Il design delle navi contribuisce a questa nuova percezione. Nonostante migliaia di passeggeri a bordo, gli spazi sono frammentati in ambienti più piccoli, ognuno con una propria identità: angoli poco illuminati per un bicchiere di vino, aree per smoothie proteici dopo la palestra, locali con cocktail e musica dal vivo. Di giorno si può leggere in tranquillità con un caffè, di sera si può ballare a una festa a tema anni Ottanta. L'effetto è quello di trovarsi in un quartiere dove tutti i locali preferiti sono a pochi minuti a piedi, piuttosto che in un unico grande resort.

Per il pubblico italiano, abituato a considerare la crociera un formato tradizionale e un po' ingessato, la trasformazione apre scenari nuovi. Gli itinerari nel Mediterraneo toccano mete come Barcellona, Ibiza, Cannes e Roma, combinando città d'arte, spiagge e gastronomia in un unico viaggio. La possibilità di gestire in autonomia orari e pasti riduce l'attrito per chi teme la rigidità delle formule classiche, mentre l'attenzione alla qualità delle cucine risponde a un turismo sempre più orientato all'esperienza enogastronomica.

Restano da valutare gli effetti a lungo termine di questa svolta. L'ampliamento degli itinerari e delle proposte a bordo è la spiegazione che ABTA fornisce per il successo tra i più giovani, ma sarà la capacità di mantenere standard elevati, senza trasformare la libertà in caos, a determinare se la crociera diventerà una scelta stabile per una generazione che fino a ieri la considerava un mondo a parte.

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Autore

Davide De Luca segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.