London Fashion Week, dagli abbinamenti di strada al debutto di Marks & Spencer
La London Fashion Week non è solo passerella: tra i look delle it-girl inglesi, da Alexa Chung a Mia Regan, e il debutto di Marks & Spencer, la moda londinese si racconta tra stile personale e accessibilità.

La London Fashion Week non è solo passerella: tra i look delle it-girl inglesi, da Alexa Chung a Mia Regan, e il debutto di Marks & Spencer, la moda londinese si racconta tra stile personale e accessibilità.
La London Fashion Week non è soltanto una sequenza di sfilate: è anche un laboratorio di stile che si riversa nelle strade, dove le it-girl inglesi dettano tendenze destinate a durare ben oltre la settimana della moda. Da Alexa Chung a Mia Regan, gli abbinamenti visti fuori dalle location delle sfilate diventano un vero e proprio manuale da copiare per chi vuole un look autentico e personale, lontano dagli eccessi della passerella.
Tra i suggerimenti più ricorrenti spiccano i vestiti indossati sopra i jeans, una soluzione pratica e versatile che trasforma un capo semplice in un elemento di stile. Le felpe con cappuccio, spesso abbinate a capi più eleganti, dimostrano come il comfort possa convivere con la ricercatezza. E poi gli stivali e le scarpe eleganti, che completano il look con un tocco di personalità senza rinunciare alla comodità necessaria per affrontare le giornate frenetiche della fashion week.
Il fenomeno dello street style londinese non è nuovo, ma continua a rinnovarsi grazie alla capacità delle sue protagoniste di mescolare influenze diverse: dal vintage al contemporaneo, dal casual al formale. Alexa Chung, musa indiscussa dello stile britannico, e Mia Regan, volto giovane e fresco della scena londinese, rappresentano due anime complementari di questa attitudine. La prima con un'eleganza disinvolta e un po' retrò, la seconda con un approccio più giovanile e sperimentale, fatto di capi oversize e dettagli inaspettati.
Ma la London Fashion Week è anche il palcoscenico di operazioni che vanno oltre la passerella. H&M ha presentato un progetto che unisce le collezioni Autunno/Inverno 2026 a immagini interattive, performance e tecnologia, con uno show firmato dall'image maker britannico Nick Knight e dal suo studio SHOWstudio. Sul palco si sono alternate modelle del calibro di Alex Consani, Karen Elson, Lila Moss e Kristen McMenamy, a testimonianza di come la moda cerchi sempre più di fondere intrattenimento, innovazione digitale e narrazione visiva.
Il secondo giorno della manifestazione ha invece aperto le porte a una dimensione più intima e concettuale, con Bora Aksu che ha immaginato un gotico d'estate, ancora una volta all'interno di una chiesa. Un contrasto suggestivo che conferma la vocazione sperimentale della moda londinese, capace di spaziare tra epoche e immaginari diversi senza perdere la propria identità.
Tra gli appuntamenti più attesi, il debutto di Marks & Spencer sulla passerella della London Fashion Week ha rappresentato una scommessa significativa. Lo storico retailer britannico ha portato al Design Museum, davanti a 310 invitati tra cui Ian Wright e Jamie Carragher, una sfilata che ha puntato su un messaggio chiaro: «fashion with a small f», ovvero una moda accessibile, che intercetta le tendenze e le rende disponibili a tutti. Joan Collins ha definito i cappotti «very chic» e ha messo gli occhi su un abito da sera color avorio con spalle a mantella, mentre Kemi Badenoch ha dichiarato di voler acquistare il classico giacca da smoking nera.
La domanda che accompagnava l'operazione era duplice: i fashionisti più snob si sarebbero lasciati traumatizzare da elastici in vita e capi pratici per la pioggia? E i clienti abituali di Marks & Spencer si sarebbero sentiti alienati da un mondo fatto di borse da 2.000 sterline e scarpe impossibili da indossare? La sfilata, tenutasi al Design Museum, ha cercato di rispondere a entrambe le preoccupazioni, proponendo look che uniscono tendenza e accessibilità, senza rinunciare a un'idea di eleganza concreta e quotidiana.
Se il pubblico britannico si dimostrerà entusiasta quanto la prima fila di celebrità, il debutto di Marks & Spencer alla London Fashion Week potrebbe segnare un cambio di passo per il rapporto tra moda di alta gamma e grande distribuzione. Un segnale che la settimana della moda londinese non è più solo vetrina per pochi, ma sempre più un laboratorio aperto a un pubblico ampio, attento allo stile ma anche al portafoglio. E in questo scenario, lo street style delle it-girl e le sfilate dei grandi marchi si alimentano a vicenda, raccontando una moda che vuole essere insieme aspirazionale e reale.
