Margherita Pellino racconta lo studio di Vico Magistretti in via Bellini a Milano
Il secondo capitolo della serie Archive Unlocked di porta nello spazio di via Bellini 1, oggi Fondazione e museo, che fu il luogo di lavoro del grande progettista.

Il secondo capitolo della serie Archive Unlocked di porta nello spazio di via Bellini 1, oggi Fondazione e museo, che fu il luogo di lavoro del grande progettista.
Lo studio milanese di Vico Magistretti, al civico 1 di via Bellini, è oggi una Fondazione e un museo. Ce lo racconta Margherita Pellino, nipote del celebre designer, nel secondo capitolo della serie Archive Unlocked firmata da, che esplora gli archivi e i luoghi legati alla storia del progetto italiano.
Lo spazio non è soltanto una raccolta di oggetti. Per Pellino è innanzitutto la memoria di un luogo di lavoro dove il progettista ha elaborato idee, prototipi e soluzioni che hanno attraversato decenni di design. Conservare quell'ambiente significa mantenere vivo il modo in cui Magistretti pensava e costruiva i propri progetti, tra disegni, arredi e materiali che raccontano il suo metodo.
Il racconto si sofferma sugli intenti che hanno portato alla nascita della Fondazione. L'obiettivo è rendere accessibile al pubblico un patrimonio di grande valore culturale, trasformando lo studio in uno spazio aperto allo studio e alla scoperta della sua opera. Pellino descrive la Fondazione come una promessa: tenere insieme l'eredità del progettista e il dialogo con le generazioni che si avvicinano al design.
La serie Archive Unlocked prosegue così il suo percorso di esplorazione degli archivi del design, offrendo ai lettori uno sguardo dall'interno su luoghi che custodiscono la storia delle idee e del lavoro creativo. Nel caso di via Bellini, il racconto restituisce l'immagine di uno studio che è stato, e continua a essere, parte viva della cultura del progetto milanese.
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