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Nel Lazio il borgo delle fiabe che rinasce dallo spopolamento
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Nel Lazio il borgo delle fiabe che rinasce dallo spopolamento

A un'ora da Roma, un piccolo paese del Lazio segnato dallo spopolamento è diventato il «borgo delle fiabe», attirando visitatori e nuova attenzione.

Aggiornato 13 Set, 12:024 min
Nel Lazio il borgo delle fiabe che rinasce dallo spopolamento
A un'ora da Roma c'è un vero e proprio paese delle fiabe · RSS source
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A un'ora da Roma, un piccolo paese del Lazio segnato dallo spopolamento è diventato il «borgo delle fiabe», attirando visitatori e nuova attenzione.

A un'ora da Roma esiste un paese che sembra uscito da una fiaba. È un piccolo borgo del Lazio che, dopo anni di spopolamento e abbandono, ha ritrovato una nuova identità fino a essere ribattezzato il «borgo delle fiabe». La trasformazione ha acceso i riflettori su una delle tante realtà rurali italiane che rischiano di scomparire, ma che possono rinascere grazie alla bellezza dei luoghi e a un racconto capace di attrarre visitatori.

Il borgo si trova nel Lazio, a circa un'ora di distanza dalla capitale, ed è facilmente raggiungibile per una gita fuori porta. Come molti piccoli centri della regione, era destinato allo spopolamento: i giovani se ne andavano, le case si svuotavano e le attività chiudevano. Oggi, invece, le sue stradine e le sue piazze sono tornate a essere meta di curiosi e viaggiatori in cerca di atmosfere autentiche e sospese nel tempo.

L'appellativo «borgo delle fiabe» non è soltanto uno slogan turistico. Racconta un cambio di percezione: ciò che prima appariva come un limite — la dimensione ridotta, la lentezza, il silenzio — è diventato un valore. In un'epoca in cui le città sono sempre più caotiche e costose, i piccoli paesi offrono un'alternativa fatta di ritmi più umani, contatto con la natura e un patrimonio architettonico che spesso resta intatto proprio perché trascurato.

La storia di questo borgo si inserisce in un fenomeno più ampio che riguarda l'Italia: la riscoperta dei piccoli centri. Negli ultimi anni, complice anche il lavoro a distanza e il desiderio di una vita più semplice, molti borghi hanno lanciato progetti di rilancio, vendite simboliche di case e iniziative culturali per attirare nuovi residenti. Il Lazio non fa eccezione, e il «paese delle fiabe» ne è un esempio virtuoso.

Per chi decide di visitarlo, l'esperienza è quella di un viaggio lento, da vivere a piedi, lasciandosi guidare dall'architettura e dai dettagli. Non servono grandi attrazioni: la bellezza sta nell'insieme, nella cura degli spazi e nella sensazione di entrare in un mondo diverso, quasi incantato. È un turismo esperienziale, che piace a chi cerca autenticità più che consumo.

Il caso dimostra anche quanto il racconto possa cambiare il destino di un luogo. Definire un paese «borgo delle fiabe» significa costruire un'immagine, attirare attenzione mediatica e creare un motivo per fermarsi. Per le comunità locali, questo può tradursi in nuove opportunità economiche: piccole strutture ricettive, ristoranti, artigianato e servizi per i visitatori.

Resta però la sfida più difficile: trasformare la visibilità in residenza stabile. Il rischio è che il borgo diventi una meta di passaggio, bella da fotografare ma incapace di trattenere nuovi abitanti. La vera rinascita, quella che conta, passa dalla presenza di scuole, lavoro e servizi essenziali, non solo dal flusso turistico.

Per ora, il «paese delle fiabe» a un'ora da Roma rappresenta una buona notizia: un luogo che non si arrende, che trasforma la propria fragilità in fascino e che ricorda come l'Italia nasconda tesori in ogni regione. Basta poco per scoprirlo, ma anche per capire che la sua sopravvivenza dipenderà da scelte concrete e da un equilibrio tra visitatori e comunità.

Autore

Lorenzo Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.