Porte chiuse in inverno riducono bollette e rischio muffa in casa
Il calore del soggiorno può fuoriuscire verso gli ambienti più freddi, appesantendo le bollette del riscaldamento. Spieghiamo quando conviene chiudere le porte e quando invece si possono lasciare aperte.

Il calore del soggiorno può fuoriuscire verso gli ambienti più freddi, appesantendo le bollette del riscaldamento. Spieghiamo quando conviene chiudere le porte e quando invece si possono lasciare aperte.
Le porte aperte tra le stanze possono far sì che il calore del soggiorno si diffonda verso la camera da letto, la cantina o la soffitta. In inverno questo dettaglio può riflettersi sulle bollette del riscaldamento. Si riscalda infatti uno spazio che non richiede tanta energia, mentre il calore non raggiunge dove ce n'è più bisogno.
Il problema non si limita al denaro. L'aria calda e umida che penetra negli ambienti più freddi può favorire la formazione di muffa, soprattutto nei punti in cui l'umidità asciuga con più difficoltà. Per questo chiudere le porte può essere una soluzione ragionevole, in particolare nelle stanze che si arieggiano raramente o che sono riscaldate meno.
Non sempre, però, conviene far entrare il calore nelle stanze più fredde, e non sempre serve chiudere le porte. È bene valutare la situazione concreta della propria casa, perché ciò che funziona in un appartamento può non essere la scelta migliore in un altro. Chiudere le porte di locali non riscaldati o poco riscaldati aiuta a mantenere la temperatura dove trascorriamo più tempo.
Va inoltre ricordato che l'aria calda tende naturalmente a salire. Se ci interessa sfruttare meglio il calore dei termosifoni, una semplice idea è cercare di limitarne la fuga verso il soffitto, con possibili benefici sul comfort e sull'importo delle bollette. Prima di decidere, conviene verificare quali ambienti sono riscaldati di più e quali risultano più freddi.
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