Raymond Loewy e Virgil Exner, la rivalità che segnò il design automobilistico
La storia della rivalità tra Raymond Loewy e Virgil Exner, due giganti del design industriale americano, raccontata attraverso la nascita della prima automobile del dopoguerra e le tensioni creative che ne seguirono.

La storia della rivalità tra Raymond Loewy e Virgil Exner, due giganti del design industriale americano, raccontata attraverso la nascita della prima automobile del dopoguerra e le tensioni creative che ne seguirono.
Nel mondo del design industriale americano del dopoguerra, poche rivalità sono state intense quanto quella tra Raymond Loewy e Virgil Exner. I due non andavano d'accordo, e la loro contrapposizione ha contribuito a definire un'epoca intera dell'automobile statunitense. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, le case automobilistiche americane dovettero riconvertire la produzione bellica in produzione civile, ma senza nuovi modelli da proporre: di fatto, continuavano a produrre le stesse vetture del 1942.
La corsa per essere i primi a lanciare un design postbellico era aperta, e la Studebaker decise di vincerla. Per farlo, assunse lo studio Raymond Loewy Associates, affidandogli il progetto della nuova berlina Champion/Commander. All'epoca, Exner era un giovane e ambizioso designer che lavorava proprio nello studio di Loewy, dopo aver maturato esperienza come stilista alla General Motors. Fu scelto da Loewy per il progetto Studebaker, ma i due non la pensavano allo stesso modo. Poiché il nome sulla porta era quello di Loewy, quest'ultimo si prendeva il merito di ogni progetto che usciva dallo studio, indipendentemente da chi vi avesse lavorato. Un atteggiamento che irritava profondamente Exner, e i due discutevano spesso su questo punto.
I dirigenti della Studebaker, però, consideravano i design di Loewy troppo radicali per essere prodotti. Con Exner, al contrario, il feeling era immediato: era più accomodante e disposto al compromesso. Harold Vance e Roy Cole, rispettivamente presidente e vicepresidente della casa automobilistica, chiesero segretamente a Exner di sviluppare un design alternativo, lavorando da casa. Exner accettò e il risultato piacque molto ai vertici Studebaker. Quando Loewy scoprì l'accaduto, la sua reazione fu furiosa: licenziò immediatamente Exner per slealtà. Exner, però, non rimase disoccupato a lungo: la Studebaker lo assunse subito come capo stilista.
Nel 1947, la Champion/Commander arrivò sul mercato e fu effettivamente la prima automobile del dopoguerra. Il merito ufficiale fu attribuito a Loewy, ma il design conteneva influenze sostanziali di Exner. Tra le caratteristiche più sorprendenti per l'epoca c'era il lunotto posteriore avvolgente, ma resta impossibile stabilire se fosse un'idea di Loewy o di Exner. La Studebaker continuò comunque a mantenere Raymond Loewy Associates come designer esterno, e i due rivali non si riconciliarono mai pubblicamente. In un'intervista, il figlio di Exner ricordò che suo padre diceva di lui e Loewy: «Ci detestiamo a vicenda».
Dopo il licenziamento di Exner, Loewy promosse il designer Robert Bourke a capo di tutti i progetti Studebaker. Una scelta che, secondo alcune ipotesi, serviva a evitare che Loewy dovesse confrontarsi direttamente con Exner durante le riunioni con la casa automobilistica. Nel 1955, quando la Studebaker internalizzò tutto il reparto di styling, Bourke lasciò lo studio di Loewy per diventare capo stilista della casa automobilistica. A quel punto, Exner si era già trasferito alla Chrysler, dove avrebbe trasformato il marchio in una forza del design negli anni Cinquanta. La vicenda dimostra quanto le dinamiche personali e le rivalità creative possano influenzare il corso dell'industria, lasciando un segno indelebile nella storia del design automobilistico americano.
