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Retrofête torna alla New York Fashion Week con una collezione ispirata ai grandi alberghi europei
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Retrofête torna alla New York Fashion Week con una collezione ispirata ai grandi alberghi europei

Dopo due anni di assenza, il brand fondato da Ohad Seroya riporta in passerella una visione glamour e matura: la collezione Autunno 2026 nasce dagli interni degli hotel d'epoca, tra arazzi, velluto, pizzo e pellicce scenografiche.

Aggiornato 15 Set, 19:035 min
Retrofête torna alla New York Fashion Week con una collezione ispirata ai grandi alberghi europei
Retrofête Returns to NYFW With a Collection Inspired By Old European Hotels · RSS source
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Dopo due anni di assenza, il brand fondato da Ohad Seroya riporta in passerella una visione glamour e matura: la collezione Autunno 2026 nasce dagli interni degli hotel d'epoca, tra arazzi, velluto, pizzo e pellicce scenografiche.

Retrofête torna in passerella alla New York Fashion Week dopo due anni di assenza. Il brand fondato da Ohad Seroya ha presentato la collezione Autunno 2026 con una sfilata che segna una nuova fase creativa per la maison, nota per il suo DNA glamour e per un'estetica pensata per la donna che vuole farsi notare.

La decisione di tornare al calendario ufficiale della fashion week non è stata improvvisata. «Per me, questa stagione, mi sentivo pronto a mostrare la nostra nuova visione di Retrofête», ha spiegato il designer e co-fondatore. «Dopo otto anni di Retrofête, siamo in un posto molto diverso... Questa stagione, la parte creativa di me era ispirata, la parte emotiva era pronta e l'uomo d'affari in me ha detto: “Okay, facciamolo”. È stato allora che ho capito che era il momento di tornare in passerella».

Il punto di partenza della collezione non è stato un singolo riferimento, ma un immaginario preciso: gli interni dei vecchi alberghi europei. Seroya ha studiato i rivestimenti, i tappeti vintage, il velluto, i ricami e le forme dei mobili d'epoca. «Ho iniziato a guardare ogni piccolo dettaglio e a pensare a come portare quella sensazione nella collezione», ha raccontato. «Poi ho iniziato a pensare alla donna che appartiene a quel mondo... Entra in un ristorante, in un hotel, a una festa, e immediatamente pensi: “Chi è?”. La collezione è diventata il mio modo di portare la ragazza Retrofête in questo mondo».

Il risultato è una linea ricca di stampe ispirate agli arazzi, bluse in pizzo e texture sontuose come pelliccia e piume. Il glamour, tratto distintivo del marchio, si manifesta in cappotti di pelliccia scenografici e abiti impreziositi da cristalli. «Voglio che la nostra ragazza sembri appena uscita da un film, o come se potesse andare al Met Gala», ha aggiunto il designer. «Conosco la mia ragazza. So come vuole vestirsi, come vuole sentirsi e amo connettermi con lei in luoghi diversi. Ogni anno diventa un po' più evoluta».

La sfilata si è inserita nel calendario delle presentazioni Primavera 2027, ma la collezione portata in passerella è quella per l'Autunno 2026. Un dettaglio che conferma come il brand stia lavorando su una visione di lungo periodo, costruita attorno a una clientela fedele e a un'identità riconoscibile. La scelta di tornare alla New York Fashion Week arriva in un momento in cui molte etichette indipendenti ripensano il proprio rapporto con le sfilate tradizionali, tra costi elevati e nuove forme di presentazione digitale.

Per Retrofête, però, la passerella resta uno strumento centrale per raccontare l'evoluzione del marchio. La collezione Autunno 2026 non si limita a riproporre i codici della casa, ma li rilegge attraverso un immaginario più maturo e narrativo, dove l'abito non è solo un oggetto da indossare ma un personaggio da interpretare. L'ispirazione agli hotel europei d'epoca funziona proprio in questa direzione: suggerisce un'atmosfera, un tempo sospeso, un lusso che non ha bisogno di essere gridato.

Il ritorno in passerella coincide anche con una riflessione più ampia sul ruolo del glamour nella moda contemporanea. In un panorama dominato da minimalismo e praticità, Retrofête sceglie la strada opposta: pellicce importanti, cristalli, pizzi e tessuti preziosi. Una scommessa che il designer motiva con la conoscenza diretta della propria clientela, descritta come una donna in continua evoluzione, capace di attraversare contesti diversi senza perdere la propria identità.

La collezione Autunno 2026 segna dunque un doppio ritorno: quello del brand alla ribalta della fashion week newyorkese e quello di un'idea di eleganza teatrale, ispirata a un' Europa immaginaria fatta di saloni in velluto e corridoi silenziosi. Un immaginario che Seroya ha tradotto in capi pensati per essere notati, ma anche per raccontare una storia.

Autore

Francesca Bellini segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.