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Strutt ev¹, il veicolo elettrico che aggira le regole sui dispositivi medici
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Strutt ev¹, il veicolo elettrico che aggira le regole sui dispositivi medici

La startup singaporiana Strutt lancia ev¹, un veicolo elettrico a quattro motori che non viene classificato come sedia a rotelle per evitare le complesse procedure di certificazione FDA. Prezzo 7.500 dollari, ma niente rimborso assicurativo e batteria non compatibile con il trasporto aereo.

Aggiornato 16 Set, 23:025 min
Strutt ev¹, il veicolo elettrico che aggira le regole sui dispositivi medici
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La startup singaporiana Strutt lancia ev¹, un veicolo elettrico a quattro motori che non viene classificato come sedia a rotelle per evitare le complesse procedure di certificazione FDA. Prezzo 7.500 dollari, ma niente rimborso assicurativo e batteria non compatibile con il trasporto aereo.

La startup singaporiana Strutt ha presentato ev¹, un veicolo elettrico a quattro ruote progettato per offrire maggiore stabilità e autonomia rispetto alle sedie a rotelle motorizzate tradizionali. La particolarità non risiede solo nella tecnologia, ma nella strategia di mercato: l'azienda ha scelto di non etichettarlo come sedia a rotelle, bensì come «veicolo intelligente per l'uso quotidiano», per aggirare le onerose procedure di certificazione richieste negli Stati Uniti per i dispositivi medici di Classe II.

Negli Stati Uniti, le sedie a rotelle elettriche sono considerate dispositivi medici al pari di una pompa per infusione o di un sistema a raggi X. Questo comporta la presentazione di una documentazione complessa alla Food and Drug Administration per dimostrare che il progetto soddisfa numerosi requisiti di sicurezza ed efficacia. Strutt ha invece scelto di immettere il prodotto sul mercato senza la classificazione di dispositivo medico, puntando sulla dimostrazione pratica delle capacità del veicolo.

Il cuore tecnologico dell'ev¹ è rappresentato da quattro motori elettrici, uno per ogni ruota, che garantiscono trazione integrale e un controllo dinamico avanzato. Il veicolo è dotato di controllo elettronico della stabilità e freni antibloccaggio, sistemi normalmente assenti sulle sedie a rotelle tradizionali. La guida avviene tramite joystick, ma grazie a telecamere e sensori di bordo è possibile attivare le modalità Pathfinder e Waypoint, che consentono di evitare ostacoli e di raggiungere autonomamente punti mappati dall'utente.

Sul fronte delle prestazioni, l'ev¹ è in grado di superare una pendenza di 13 gradi, salire un gradino di circa 5 centimetri e attraversare uno spazio vuoto di 12 centimetri. In discesa, le ruote motorizzate modulano la velocità per rendere il tragitto più sicuro e controllato. I cerchi sono progettati per affrontare erba e ghiaia, e il veicolo può essere equipaggiato con vani di stoccaggio a bordo. Queste caratteristiche lo rendono adatto a un utilizzo sia indoor che outdoor, su terreni irregolari dove le sedie a rotelle convenzionali incontrano maggiori difficoltà.

Non mancano tuttavia due limitazioni significative per gli utenti. La prima riguarda l'assicurazione: poiché l'ev¹ non è un dispositivo medico certificato, le compagnie assicurative non ne coprono il costo. La seconda è legata alla batteria da 640 Wh, che non è omologata per il trasporto aereo, impedendo di portare il veicolo in aereo. L'azienda ha dichiarato di essere al lavoro su una batteria conforme alle normative aeronautiche, ma al momento non è disponibile una data certa per il debutto di questa versione.

Il prezzo di lancio è di 7.500 dollari. Sul sito aziendale, Strutt insiste nel definire l'ev¹ un «veicolo intelligente per l'uso quotidiano» e non una sedia a rotelle, coerentemente con la strategia di posizionamento che evita la classificazione medica. La scelta solleva interrogativi sul futuro della mobilità assistita: da un lato, consente a un prodotto innovativo di arrivare più rapidamente sul mercato; dall'altro, esclude gli utenti dalla possibilità di ottenere rimborsi assicurativi o prescrizioni mediche, creando un divario tra innovazione tecnologica e accessibilità economica.

Il caso di Strutt evidenzia come le normative sui dispositivi medici, pensate per garantire sicurezza e affidabilità, possano talvolta rallentare l'adozione di soluzioni avanzate. La scelta dell'azienda di aggirare la classificazione formale rappresenta una strategia controversa ma pragmatica, che potrebbe aprire la strada a nuovi modelli di business nel settore della mobilità personale. Resta da vedere se altri produttori seguiranno questo esempio o se le autorità di regolamentazione interverranno per chiarire lo status di veicoli come l'ev¹.

Autore

Francesca Bellini segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.