Torino si apre al fuori Artissima con un itinerario di mostre tra musei e fondazioni
La 33ª edizione della fiera d'arte inaugura la nuova stagione espositiva torinese, che si estende in musei, fondazioni e spazi indipendenti, da Porta Nuova al Lingotto.

La 33ª edizione della fiera d'arte inaugura la nuova stagione espositiva torinese, che si estende in musei, fondazioni e spazi indipendenti, da Porta Nuova al Lingotto.
La 33ª edizione di Artissima inaugura la nuova stagione espositiva di Torino e trascina con sé una costellazione di mostre diffuse in tutta la città. Accanto alla fiera, musei, fondazioni e spazi indipendenti propongono un itinerario che collega il centro storico alle aree più contemporanee, dal quartiere di Porta Nuova fino al Lingotto. Il percorso non si limita alle grandi istituzioni: include anche le realtà più piccole e sperimentali che animano la scena cittadina, offrendo al pubblico una mappa articolata dell'offerta artistica autunnale.
Il fenomeno del cosiddetto fuori Artissima non è soltanto un corollario della fiera. Le sedi che ospitano le esposizioni parallele offrono ai visitatori un modo diverso di attraversare Torino, scoprendo spazi che durante l'anno restano spesso meno visibili. Il percorso permette di passare da grandi istituzioni a gallerie di quartiere, con una varietà di linguaggi che riflette la vitalità della città nel rapporto con l'arte contemporanea. Per chi voglia orientarsi, l'itinerario suggerisce di costruire la visita per tappe, alternando le sedi più ampie a quelle raccolte, così da seguire il filo di una città che continua a reinventare il proprio rapporto con la produzione artistica.
La 33ª edizione della fiera è anche al centro di una lettura critica più ampia. Le sezioni curate dalla manifestazione, tra cui Present Future, Back to the Future e Disegni, mettono in luce temi opposti e complementari: da un lato la scomparsa, dall'altro l'invasione dello sguardo. Si tratta di due poli che raccontano come la ricerca artistica contemporanea stia interrogando la visione e la presenza delle immagini nel quotidiano. La sezione Present Future guarda alle opere più recenti, Back to the Future costruisce un dialogo con il passato, mentre Disegni riporta l'attenzione sul gesto grafico come linguaggio autonomo.
Questa tensione tra assenza e saturazione attraversa anche le mostre diffuse in città. Da un lato ci sono progetti che lavorano sulla sottrazione, sul vuoto e sul tempo che si dilata; dall'altro opere che colonizzano lo spazio con immagini, schermi e stratificazioni. Il visitatore è invitato a leggere le due dimensioni in parallelo, osservando come i curatori abbiano scelto di metterle a confronto. Il risultato è un calendario che non propone una sola linea interpretativa, ma apre a più chiavi di lettura, lasciando al pubblico lo spazio per una scelta personale.
Nel complesso, il calendario torinese conferma il ruolo della città come punto di riferimento per il sistema dell'arte italiana. Musei, fondazioni e spazi indipendenti lavorano in parallelo a una fiera che richiama collezionisti, curatori e appassionati, rendendo la stagione autunnale un momento di incontro tra pubblico e produzione artistica. La forza del fuori Artissima sta proprio nella capacità di diffondere l'attenzione oltre i padiglioni della fiera, restituendo alla città un ruolo attivo nella costruzione del discorso artistico contemporaneo.
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