Trapelano i render della Insta360 Ace Pro 3 con display frontale
Render e documenti regolatori circolati online anticipano una nuova action camera Insta360 con un display anteriore che mostra l'inquadratura in tempo reale, una batteria più grande e un sensore da 1 pollice. Non si tratta di un annuncio ufficiale.

Render e documenti regolatori circolati online anticipano una nuova action camera Insta360 con un display anteriore che mostra l'inquadratura in tempo reale, una batteria più grande e un sensore da 1 pollice. Non si tratta di un annuncio ufficiale.
Nuove indiscrezioni suggeriscono che Insta360 stia preparando la sua prossima action camera, la Ace Pro 3, con una novità che eliminerebbe la necessità di ribaltare lo schermo per girare un vlog. Il progetto emerge da render trapelati e da un'immagine regolatoria, condivisi il 4 novembre dal sito di informazione tecnologica Quadro_News, e ripresi dal portale The Gadgeteer. Si tratta di materiale non confermato dall'azienda, che non ha ancora presentato ufficialmente il dispositivo.
Il punto più interessante riguarda il display anteriore. Nella versione attuale, la Ace Pro 2 dispone di uno schermo touch da 2,5 pollici che si ribalta, mentre il display sul lato frontale mostra soltanto informazioni di stato. Secondo i render, invece, la Ace Pro 3 potrebbe mostrare sul fronte un'anteprima in tempo reale della scena, permettendo a chi filma di inquadrare se stesso senza doversi affidare al pannello posteriore. Il design dell'alloggiamento ottagonale delle lenti, con il marchio Leica, appare coerente con la linea estetica della serie, ma alcune scritte nel render presentano caratteri irregolari, e questo ha alimentato dubbi sull'autenticità delle immagini.
Un altro dato emerso riguarda l'alimentazione. Un'immagine regolatoria elenca una batteria da 2.250 mAh, contro i 1.800 mAh dichiarati per la Ace Pro 2, cioè circa il 25 per cento in più. È però un numero che, da solo, non basta a confermare una maggiore autonomia di registrazione, perché l'efficienza dei componenti e il consumo dei nuovi elementi incidono quanto la capacità nominale. Sempre nelle indiscrezioni compare un possibile sensore da 1 pollice da 50 megapixel al posto dell'attuale 1/1.3 pollici, un cambiamento che, se confermato, migliorerebbe la resa in condizioni di scarsa luce. Anche in questo caso, però, si tratta di una voce non verificata.
Un elemento che rende più credibile almeno una parte della notizia è la documentazione della Federal Communications Commission statunitense. Un'autorizzazione datata 29 settembre 2026 indica espressamente il nome Ace Pro 3, il che suggerisce che il modello sia in fase di certificazione. Non sono stati comunicati né il prezzo né la data di uscita. Fino a un annuncio ufficiale, le caratteristiche descritte restano dunque un quadro provvisorio, costruito su render e documenti parziali.
Nel frattempo, la stessa giornata di notizie ha portato l'attenzione su un altro prodotto dal forte taglio di design. La casa parigina Waiting For Ideas ha presentato la seconda generazione del giradischi PP-2, che rinuncia alla testina magnetica tradizionale e legge i solchi tramite uno stilo ottico. Lo studio sostiene che la massa ridotta dello stilo permetta di recuperare dettagli più fini dal vinile. Il corpo è in alluminio lavorato con tecnologia CNC e il motore è un direct-drive a flusso assiale, la cui velocità viene regolata mille volte al secondo. Il modello introduce uscite RCA rinnovate, uno sportellino antipolvere ridisegnato e il rilevamento automatico delle velocità 33 giri e 45 giri.
Il predecessore, il PP-1, era stato lanciato nel 2025 con un braccio nascosto e la particolarità di riprodurre i dischi capovolti. Il PP-2 può essere ordinato subito, con un tempo di assemblaggio di tre-quattro settimane. Nei materiali diffusi dallo studio compaiono anche rendering di una sala d'ascolto in vetro sospesa sull'acqua a Tokyo, con la collezione di dischi nascosta sotto botole nel pavimento e incisa con i nomi degli artisti. Si tratta però di una proposta concettuale, illustrata con visual firmati da Julia Ippolito, e non di un progetto realizzato.
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Fonte: documento originale
