Una console fai-da-te che usa i CD come cartucce
Un appassionato ha costruito una console retrogaming basata su Batocera e Intel N150 che legge i giochi da CD masterizzati, con etichette personalizzate e gamepad wireless fatti in casa.

Un appassionato ha costruito una console retrogaming basata su Batocera e Intel N150 che legge i giochi da CD masterizzati, con etichette personalizzate e gamepad wireless fatti in casa.
Nel mondo delle console moderne i supporti ottici sono ormai un ricordo, ma c'è chi non ha intenzione di archiviarli. Un appassionato di nome Emmet ha costruito una console fai-da-te progettata specificamente per funzionare con i CD, dimostrando che il supporto ottico può ancora avere un senso nel retrogaming.
Il cuore del progetto è un single board computer con processore Intel N150, una piattaforma modesta che non ha certo la potenza per far girare i titoli AAA contemporanei. Questa limitazione, però, non rappresenta un problema: la macchina è pensata per gestire decenni di contenuti retrogaming, un patrimonio sterminato che non richiede hardware all'avanguardia. Il sistema operativo scelto è Batocera, una distribuzione Linux creata appositamente per il retrogaming su architettura x86, anche se esistono versioni per ARM. La scelta di Batocera non è casuale: la distro è ottimizzata per l'emulazione e offre un'interfaccia immediata, ideale per un progetto domestico che vuole trasformare un PC in una vera console da salotto.
La particolarità che distingue questa console da tanti altri progetti simili è il modo in cui i giochi vengono caricati. I CD non si limitano a fare da contenitore: contengono realmente il file ROM insieme a uno script di shell che lo inserisce nella libreria dell'emulatore corretto. In pratica, inserendo un disco, il sistema riconosce il gioco e lo avvia senza passaggi manuali. L'autore ha scelto questa soluzione al posto dell'autorun, ma il risultato funziona esattamente come desiderato. Non si tratta quindi di una semplice raccolta di file su supporto ottico, ma di un vero e proprio sistema di distribuzione fisica dei giochi, con tanto di etichette personalizzate e copertine per le custodie in plastica. È proprio questa cura artigianale a rendere il progetto speciale: l'attenzione ai dettagli estetici fa sembrare la macchina una console commerciale e non un semplice PC collegato alla televisione.
Anche il case è stato realizzato con una stampante 3D, un elemento che contribuisce a dare al progetto un aspetto coerente e professionale. Ma la componente hardware non si ferma qui. Per giocare, Emmet ha sviluppato dei gamepad wireless personalizzati basati su moduli ESP32-S3 con connettività Bluetooth Low Energy. Paradossalmente, questi controller hanno più potenza di calcolo di alcune delle console retrogaming che la macchina si trova a emulare, ma svolgono egregiamente il loro compito. La scelta di costruire i controller da zero aggiunge un ulteriore livello di personalizzazione e dimostra come l'elettronica moderna permetta di realizzare periferiche su misura con costi contenuti e competenze alla portata di un hobbista evoluto.
Il progetto si inserisce in un fenomeno più ampio: il supporto ottico sembra vivere una sorta di rinascita in ambito hobbistico. Le ragioni possono essere diverse, dalla nostalgia per un'epoca che sembrava tramontata alla necessità di archiviare grandi quantità di dati a basso costo, fino al desiderio di collegare lettori CD a vecchie console come il NES. Quel che è certo è che i CD, che molti consideravano ormai obsoleti, stanno assumendo una nuova identità: quella di oggetti nostalgici. Una consapevolezza che può risultare straniante per chi ricorda quando furono proprio i CD a sostituire i vinili, e che ora si trovano a ricoprire lo stesso ruolo di memoria fisica del passato.
La console di Emmet non punta a competere con le piattaforme moderne, né a far girare titoli recenti. Il suo valore sta nella capacità di trasformare componenti economici e facilmente reperibili in un oggetto funzionale, personalizzato e ricco di carattere. È un esempio di come il fai-da-te possa dare nuova vita a tecnologie considerate superate, unendo emulazione, elettronica e creatività. Per gli appassionati di retrogaming e per chi ama costruire con le proprie mani, questo progetto rappresenta una piccola ma significativa dimostrazione di come il passato possa essere reinventato con strumenti contemporanei.
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