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06.10.2026Edizione ItaliaChi siamoRedazione
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Woven, il padiglione biodegradabile che cresce e si decompone nel paesaggio delle Gavarres
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Woven, il padiglione biodegradabile che cresce e si decompone nel paesaggio delle Gavarres

Atelier DARN ha realizzato Woven, un padiglione temporaneo in legno e moduli stampati in 3D con filamento biodegradabile di miscanto. Situato nel paesaggio di Les Gavarres, in Spagna, il progetto esplora trasformazione, decadimento e rigenerazione senza l'uso di colla, corde o materiali sintetici.

Aggiornato 06 Ott, 10:004 min
Woven, il padiglione biodegradabile che cresce e si decompone nel paesaggio delle Gavarres
玄史生 · CC0
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Atelier DARN ha realizzato Woven, un padiglione temporaneo in legno e moduli stampati in 3D con filamento biodegradabile di miscanto. Situato nel paesaggio di Les Gavarres, in Spagna, il progetto esplora trasformazione, decadimento e rigenerazione senza l'uso di colla, corde o materiali sintetici.

Un'architettura che nasce, cresce e infine si decompone, diventando parte del paesaggio che la ospita. È Woven, il padiglione temporaneo firmato dallo studio Atelier DARN, che combina legno e moduli stampati in 3D con un filamento biodegradabile a base di miscanto per dare forma a una struttura intrecciata destinata a trasformarsi nel tempo. Il progetto si trova nel paesaggio di Les Gavarres, a Girona, in Spagna, e sarà inaugurato il 5 settembre 2026 nell'ambito dell'Art & Gavarres International Land Art Festival, giunto alla sua nona edizione.

Il cuore del padiglione è un sistema modulare composto da circa 700 pezzi che si incastrano tra loro senza l'ausilio di colla, corde o materiali sintetici. Ogni modulo presenta una sezione a croce, ispirata alle colonne del Padiglione di Barcellona, che consente connessioni in quattro direzioni e permette alla struttura di estendersi e ramificarsi nello spazio. La geometria quadridirezionale richiama la crescita delle piante rampicanti e delle viti, suggerendo un'architettura che si appoggia alla vegetazione circostante per trovare sostegno e, progressivamente, confondersi con essa.

La scelta dei materiali riflette la volontà di Atelier DARN di lavorare esclusivamente con risorse di origine naturale. Il legno, combinato con il filamento biodegradabile di miscanto, definisce un sistema costruttivo che non lascia tracce permanenti e che è progettato per decomporsi una volta conclusa la sua funzione. Con il passare del tempo, la vegetazione è destinata a coprire il padiglione, che si integrerà nel bosco fino a diventare parte integrante del suolo. In questo senso, l'architettura non è concepita come un oggetto statico, ma come un processo in evoluzione, capace di attraversare cicli di trasformazione e rigenerazione.

Il progetto nasce da una riflessione sul rapporto tra costruzione umana e ambiente. La struttura si innalza dal suolo forestale verso gli alberi circostanti, seguendo un andamento che ricorda quello dei rampicanti. I moduli, pur essendo prodotti con tecnologia di stampa 3D, mantengono un legame diretto con la tradizione architettonica catalana grazie alla loro sezione a croce, un omaggio esplicito al Padiglione di Barcellona di Mies van der Rohe. Questo dialogo tra innovazione tecnologica e memoria storica rappresenta uno degli aspetti più interessanti del lavoro dello studio.

La realizzazione di Woven è stata curata da un team di progettazione composto da Peker Ayan, Simay Çağ e Bilge Kobak. Le fotografie del padiglione sono state scattate da Anna Mas e Diego Albo Martínez, mentre il video è opera di Quim Paredes Baulida. Il progetto ha ricevuto il sostegno di Xarxa Transversal e si inserisce nel programma del festival Art & Gavarres, che promuove interventi di land art nel territorio catalano.

Woven si distingue per la sua capacità di mettere in discussione l'idea tradizionale di architettura come struttura permanente. La sua vita utile è volutamente limitata e il suo destino è quello di tornare alla terra, senza residui inquinanti. In un'epoca in cui la sostenibilità è al centro del dibattito sul costruito, il padiglione propone un modello alternativo: non un edificio che resiste al tempo, ma un'opera che accetta la propria transitorietà e collabora con i cicli naturali. La sua presenza nel paesaggio delle Gavarres sarà temporanea, ma il messaggio che veicola riguarda un modo diverso di pensare la materia, il consumo di risorse e il rapporto tra uomo e natura.

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Autore

Alessia Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.