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Il gas resta fondamentale per la sicurezza energetica Ue, necessario per sostenere le rinnovabili
Economia

Il gas resta fondamentale per la sicurezza energetica Ue, necessario per sostenere le rinnovabili

Un nuovo report Snam sottolinea il ruolo chiave del gas nel mix energetico italiano ed europeo, evidenziando come gli stoccaggi abbiano garantito il 23% della domanda nazionale durante l'inverno. L'integrazione tra fonti fossili e rinnovabili è indispensabile per evitare crisi e oscillazioni dei prezzi.

Aggiornato 29 Июл, 16:025 min
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Un nuovo report Snam sottolinea il ruolo chiave del gas nel mix energetico italiano ed europeo, evidenziando come gli stoccaggi abbiano garantito il 23% della domanda nazionale durante l'inverno. L'integrazione tra fonti fossili e rinnovabili è indispensabile per evitare crisi e oscillazioni dei prezzi.

Nonostante la spinta verso le energie rinnovabili, il gas naturale continua a rappresentare un pilastro irrinunciabile per la sicurezza energetica dell'Italia e dell'Unione Europea. A fotografare la situazione è il nuovo rapporto Polaris di Snam, pubblicato per la prima volta questo mese, che analizza lo stato del sistema gas italiano. Il documento mostra come l'86% della domanda mondiale di energia dipenda ancora da fonti fossili e come il metano sia essenziale nel mix energetico nazionale: l'Italia è il secondo consumatore di gas dell'Ue e con questa fonte produce circa la metà dell'elettricità consumata nel Paese.

I dati sugli stoccaggi sono particolarmente significativi. Tra ottobre 2025 e marzo 2026, i depositi italiani — che rappresentano un sesto della capacità di stoccaggio dell'intera Ue — hanno erogato 9,5 miliardi di metri cubi di gas, pari al 23% della domanda nazionale durante la stagione fredda. In pratica, un metro cubo su quattro è stato garantito dalle riserve accumulate. Senza queste scorte, l'Italia si sarebbe esposta a interruzioni e a forti oscillazioni dei mercati, come invece è accaduto durante le tensioni legate allo stretto di Hormuz, che sono state ben assorbite dal sistema.

La domanda di gas è in crescita anche nei mesi caldi: a maggio si è registrato un +6% rispetto all'anno precedente, a giugno un +3%, trainata dai data center, che lavorano 24 ore su 24, e dall'uso massiccio di condizionatori spesso accesi anche di notte. A gennaio, durante le giornate più fredde, il consumo di gas è aumentato dell'11% rispetto al 2025. La generazione elettrica a gas, cresciuta a giugno dell'11%, funge da cuscinetto di sicurezza per compensare l'intermittenza di sole e vento. Il rapporto sottolinea che il sistema gas consente alle rinnovabili di svilupparsi in sicurezza, evitando il rischio di blackout quando le condizioni meteorologiche non sono favorevoli.

Un esempio emblematico arriva dalla Germania, considerata all'avanguardia nelle rinnovabili. Qualche settimana fa, una fase di bonaccia calda chiamata «Hitzeflaute» ha fatto schizzare il prezzo dell'elettricità oltre i 700 euro al megawattora. Nella virtuosa Berlino si discute ora di come correggere la rotta, puntando proprio sugli stoccaggi, dove l'Italia sta facendo da traino per il resto dell'Unione. Sebbene sia piena estate, i depositi italiani sono già prossimi al 75% di riempimento, ben 20 punti sopra la media Ue, 25 sopra la Germania e 43 sopra i Paesi Bassi. Questo risultato è stato possibile grazie alle aste di aprile, chiuse con successo grazie alle misure adottate dal governo e dall'Arera per calmierare le tensioni sui prezzi.

L'infrastruttura del gas non si limita agli stoccaggi: sulla rete di trasporto sono attivi oltre mille cantieri tra nuove opere, manutenzioni e ammodernamenti. Un impegno che, secondo l'amministratore delegato di Snam Agostino Scornajenchi, va letto in chiave di «integrazione energetica», ovvero l'utilizzo di tutte le fonti disponibili per creare un mix equilibrato in cui il gas supporta il green e viceversa. «Il pragmatismo batte le illusioni», ha commentato Scornajenchi, sottolineando che le infrastrutture sono più efficaci degli slogan. In un contesto in cui la domanda mondiale di metano è in aumento e quella asiatica non ha ancora raggiunto il picco, l'Europa deve prepararsi a una forte concorrenza. Smantellare le infrastrutture esistenti o rinunciare a costruirne di nuove sarebbe un errore grave.

Il messaggio del rapporto Polaris è chiaro: chi immagina un Paese alimentato al 100% da rinnovabili ha fatto male i conti. La realtà impone un approccio pragmatico, in cui il gas resta indispensabile per garantire continuità e sicurezza, mentre si lavora per integrare sempre più fonti pulite. L'Italia, con i suoi stoccaggi leader in Europa e un programma di investimenti senza precedenti, si candida a svolgere un ruolo centrale nella strategia energetica continentale, pronta ad affrontare le crisi future senza cedere a illusioni ideologiche.