La Lombardia si conferma il cuore pulsante dell'economia culturale e dello spettacolo italiano, con un valore aggiunto di oltre 33 miliardi di euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC). Il dato emerge dal rapporto 'Io sono Cultura 2026', realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte, che fotografa un settore sempre più strategico per la competitività del Paese. La regione detiene la leadership nazionale per dimensione economica del comparto, superando tutte le altre regioni italiane.
Il rapporto sottolinea come la Lombardia sia la locomotiva nazionale grazie alla forza del suo tessuto imprenditoriale, alla concentrazione di imprese culturali e creative e alla capacità di attrarre investimenti, talenti e professionisti. A livello nazionale, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo ha generato nel 2025 115,8 miliardi di euro, pari al 5,7% dell'economia italiana, segnando una crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente. Gli occupati del settore sfiorano 1,54 milioni, con un incremento dell'1,7%, e ogni euro prodotto dalla cultura ne attiva altri 1,7 negli altri settori economici, per un impatto complessivo che ammonta a circa 310 miliardi di euro, pari al 15,4% del Pil nazionale.
Milano si conferma il principale ecosistema italiano dell'innovazione culturale, accentrando design, editoria, audiovisivo, comunicazione, architettura, moda, software e videogiochi. Questi comparti rappresentano oggi le filiere più dinamiche dell'economia culturale. Il report evidenzia inoltre come la bellezza delle città, il patrimonio storico e architettonico e la qualità urbana siano diventati fattori di competitività economica, in grado di attrarre imprese e capitale umano qualificato. Tra i comparti più forti figurano software e videogiochi, primo settore per valore aggiunto e occupazione, seguiti da editoria e stampa, architettura e design, due filiere nelle quali la Lombardia rappresenta da anni il principale polo nazionale.
Il design lombardo genera da solo circa il 19% della ricchezza nazionale del settore, confermando il ruolo della regione come punto di riferimento mondiale per creatività e produzione di qualità. Eventi di caratura internazionale, come il Salone del Mobile, insieme alla presenza di università, accademie, grandi gruppi editoriali, imprese creative e startup digitali fanno di Milano la capitale internazionale del design, nonché un laboratorio permanente di innovazione. La regione beneficia di un ecosistema nel quale cultura, innovazione e manifattura dialogano in modo sempre più stretto.
L'assessore regionale alla Cultura, Francesco Caruso, ha commentato i risultati sottolineando che i due rapporti certificano il primato della Lombardia e indicano che la direzione intrapresa è quella giusta. «Questi risultati confermano che gli investimenti, l'attenzione e il lavoro che stiamo portando avanti in questa legislatura per sostenere il nostro sistema culturale stanno producendo effetti concreti», ha dichiarato Caruso. «Come Regione Lombardia continueremo a mettere in campo ogni sforzo necessario per valorizzare il patrimonio culturale, sostenere le imprese creative e rafforzare un settore che rappresenta un motore di sviluppo economico, occupazionale e di attrattività internazionale».
Il secondo rapporto, il Rapporto Siae 2025, offre una fotografia annuale sullo spettacolo e l'intrattenimento in Italia. La Lombardia si conferma la regione leader dello spettacolo, mantenendo il primato in quasi tutti i comparti. Secondo il rapporto, la regione concentra da sola il 18,4% degli spettacoli, il 21,1% degli spettatori e il 25,2% della spesa nazionale, registrando anche la spesa media più alta d'Italia, pari a 20,24 euro per spettatore, con un incremento del 4,9%. Nonostante una lieve flessione di eventi (-0,6%) e pubblico (-0,1%), la spesa complessiva cresce del 4,7%, confermando la solidità del settore.
Nel cinema, la Lombardia è prima in Italia con il 20,4% della spesa e il 19,5% degli spettatori. Nel teatro guida con il 16,6% degli spettacoli, il 18,5% del pubblico e il 21,1% della spesa, oltre a una spesa media di 20,69 euro. Anche nella lirica la Lombardia occupa una posizione di vertice: insieme al Veneto rappresenta il 61,5% della spesa nazionale del comparto, con 368.235 spettatori e 30,5 milioni di euro di spesa, e una spesa media di 82,85 euro per spettatore. Nel balletto consolida il primato assoluto con 571.066 spettatori, pari al 20,2% del totale nazionale, e 18,5 milioni di euro di spesa, pari al 31% del valore nazionale, accompagnati da una crescita del 12,5% del pubblico e del 22,6% della spesa.
La Lombardia è prima anche nella musica classica, con oltre 2.500 concerti, 679.000 spettatori e 16 milioni di euro di spesa, pari al 20,6% del totale nazionale. Nella musica dal vivo si conferma il principale mercato italiano con oltre 7.000 spettacoli, più di 6 milioni di spettatori e 286,8 milioni di euro di spesa, concentrando il 18,8% degli eventi, il 22,9% del pubblico e il 26,9% della spesa nazionale. Determinante il ruolo del polo Milano-Rho-Assago, che da solo richiama una parte significativa del pubblico e degli investimenti del settore.