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L’Ue adotta il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, il più pesante di sempre
Economia

L’Ue adotta il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, il più pesante di sempre

Il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato un nuovo pacchetto di misure restrittive senza precedenti contro la Russia, colpendo energia, finanza, flotta ombra e criptovalute per indebolire la macchina da guerra di Mosca.

Aggiornato 23 Июл, 21:006 min
L’Ue adotta il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, il più pesante di sempre
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Il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato un nuovo pacchetto di misure restrittive senza precedenti contro la Russia, colpendo energia, finanza, flotta ombra e criptovalute per indebolire la macchina da guerra di Mosca.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, descritto come il più duro mai inflitto da Bruxelles a Mosca. Le nuove misure, che rappresentano un inasprimento significativo della pressione economica, mirano a colpire settori chiave dell’economia russa, tra cui energia, finanza, commercio e trasporto marittimo, con l’obiettivo di limitare la capacità del Cremlino di finanziare la guerra in Ucraina.

L’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha sottolineato la portata storica del provvedimento: «Con ogni serie di sanzioni, mettiamo sotto pressione l’economia russa e la sua capacità di prolungare la sua guerra illegale. Il nostro 21esimo pacchetto include il maggior numero di inserimenti in quattro anni». Il pacchetto, frutto di settimane di negoziati diplomatici, prevede il congelamento dei beni e il divieto di transazione per 218 nuovi soggetti, di cui 48 persone fisiche e 170 entità, tra cui banche, istituzioni finanziarie e società attive in vari settori strategici.

Uno degli elementi più innovativi riguarda il settore delle criptovalute. Per la prima volta, l’Ue introduce la possibilità di un divieto totale per i servizi di criptovalute erogati da Paesi terzi, come deterrente contro le piattaforme che aiutano la Russia a eludere le sanzioni. Questo strumento consentirà all’Unione di vietare qualsiasi transazione tra un operatore europeo e qualsiasi fornitore di criptovalute utilizzato da Mosca. Sono state inoltre aggiunte 14 piattaforme di servizi legate alle criptovalute con sede in Georgia, Panama, Emirati Arabi Uniti, Isole Marshall, Kirghizistan e Bielorussia.

Nel settore energetico, il pacchetto sospende l’adeguamento automatico del meccanismo di tetto massimo del prezzo del petrolio fino al 15 luglio 2027. Questa misura mira a garantire che i profitti russi derivanti dalle vendite di petrolio rimangano contenuti, nonostante le eccezionali condizioni di mercato causate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Parallelamente, l’Ue ha intensificato la lotta contro la cosiddetta «flotta ombra», estendendo le restrizioni a 41 nuove navi, che si aggiungono alle 632 già sanzionate. Le misure colpiscono le petroliere extra-Ue che eludono il tetto massimo del prezzo del petrolio, supportano il settore energetico russo o trasportano equipaggiamento militare per la Russia e grano ucraino rubato.

Le sanzioni colpiscono anche il settore petrolifero con la designazione di otto entità e un individuo attivi nell’ecosistema della flotta ombra, tra cui società che operano per conto delle principali compagnie petrolifere russe e, per la prima volta, un’agenzia di reclutamento di equipaggi. Sono state inoltre designate 18 entità e un individuo nel settore petrolifero, tra cui tre raffinerie in Russia, una grande raffineria di petrolio bielorussa e una società creata per vendere prodotti petroliferi bielorussi in Russia. Il pacchetto prevede anche la possibilità di vietare le transazioni con le raffinerie elencate in Russia e in Paesi terzi che lavorano o raffinano petrolio greggio e prodotti petroliferi russi. In particolare, è stato imposto un divieto di transazione, che entrerà in vigore tra sei mesi, per una raffineria georgiana a Kulevi che commercia e lavora petrolio russo.

L’Ue ha inoltre esteso le restrizioni a due porti e quattro aeroporti russi, e ha designato un importante fornitore transfrontaliero di energia e una figura di spicco delle Ferrovie russe. Per quanto riguarda il gas naturale liquefatto, il pacchetto introduce l’obbligo di notifica per la vendita di navi metaniere e la possibilità di introdurre nuove restrizioni alla vendita di tali navi a cittadini e imprese russe, oltre ad altri obblighi contrattuali per mitigare il rischio di rivendita in Russia.

Nel settore finanziario, il congelamento dei beni e il divieto di trasferimento di fondi sono stati estesi a 94 banche e importanti istituzioni finanziarie, nonché a una figura di spicco del sistema bancario russo. Il divieto di transazione è stato allargato ad altre 33 istituzioni creditizie e finanziarie russe. Per la prima volta, è stata colpita una banca kirghisa collegata al blocco del sistema SPFS (System for Transfer of Financial Messages), insieme ad altre tre banche non russe per aver eluso le sanzioni. Sono state aggiunte quattro designazioni relative alla rete transfrontaliera A7, compresi i suoi nuovi collegamenti con l’Africa.

Le sanzioni odierne rappresentano una risposta diretta ai recenti e brutali attacchi militari russi che hanno deliberatamente preso di mira infrastrutture civili in Ucraina, tra cui impianti energetici, idrici e sanitari, siti culturali e religiosi, causando gravi disagi alla popolazione civile. Nel comunicato del Consiglio si legge che «l’Ue resta determinata a mantenere e intensificare la pressione sulla Russia affinché cessi la sua brutale guerra di aggressione e si impegni in negoziati significativi per una pace giusta e duratura». Con questo pacchetto, Bruxelles invia un segnale chiaro: la determinazione a colpire le fonti di reddito di Mosca non conosce tregua, e l’obiettivo è rendere sempre più costoso per il Cremlino proseguire il conflitto.