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Piazza Affari regina d’Europa nel primo semestre, ma il listino si assottiglia
Economia

Piazza Affari regina d’Europa nel primo semestre, ma il listino si assottiglia

Il Ftse Mib cresce del 15% nel primo semestre 2026, meglio di Madrid, Parigi e Francoforte. La capitalizzazione tocca il record di 1.209 miliardi, ma il numero delle società quotate scende a 416, con poche Ipo e molte uscite dal mercato.

Aggiornato 26 Июл, 15:004 min
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Il Ftse Mib cresce del 15% nel primo semestre 2026, meglio di Madrid, Parigi e Francoforte. La capitalizzazione tocca il record di 1.209 miliardi, ma il numero delle società quotate scende a 416, con poche Ipo e molte uscite dal mercato.

Piazza Affari si conferma la regina d’Europa nei primi sei mesi del 2026, ma il listino milanese si fa sempre più magro. Lo certifica la Consob nel «Bollettino Statistico Mercati» e nel rapporto «Capital Markets in Italy (Mid-year update 2026)», presentato dalla presidente vicaria Chiara Mosca lo scorso 13 luglio. L’indice Ftse Mib ha registrato una crescita del 15%, superando nettamente gli altri principali mercati europei: l’Ibex 35 di Madrid ha guadagnato il 12,5%, il Cac 40 di Parigi il 3,1% e il Dax 30 di Francoforte appena il 2,1%.

Nel periodo considerato, la capitalizzazione complessiva della Borsa milanese ha raggiunto un livello record di 1.209 miliardi di euro, in aumento del 12,3% rispetto a fine 2025 e del 27,3% su base annua. Il 19 giugno il Ftse Mib ha toccato il massimo storico di 52.848 punti, superando il precedente picco del 6 marzo 2000, quando si era fermato a 50.109 punti. Nonostante questi risultati brillanti, il listino mostra una tendenza alla contrazione che preoccupa la Consob.

Il numero totale delle società negoziate sui mercati italiani – Euronext Milan, Euronext Growth Milan e Vorvel Equity Auction – è sceso a 416 unità. Sul mercato principale Euronext Milan le aziende quotate sono passate da 198 a 195, con una perdita netta di tre emittenti in sei mesi. Ancora più significativo il dato di Euronext Growth Milan, il mercato dedicato alle Pmi: otto società hanno abbandonato il listino, portando il totale da 211 a 203. Il saldo tra nuove ammissioni e revoche resta negativo, con un record storico di abbandoni.

L’accesso a Euronext Milan nel primo semestre è stato praticamente nullo: nessuna offerta pubblica iniziale (Ipo) e un solo trasferimento da Egm. Dal 2023 si contano soltanto quattro Ipo sul mercato principale, mentre le uscite superano sistematicamente le nuove ammissioni. Secondo il rapporto della Consob, questa tendenza si inserisce in una «più ampia trasformazione dei mercati finanziari globali», in particolare nei settori tecnologici e dell’intelligenza artificiale, dove una quota crescente della raccolta di capitale e della creazione di valore avviene prima della quotazione in Borsa. Le maggiori operazioni di venture capital degli ultimi due anni hanno superato le principali Ipo della storia, sia per raccolta totale sia per dimensione media.

Nonostante la contrazione del listino, gli scambi restano vivaci. Il controvalore delle negoziazioni su Piazza Affari ha raggiunto circa 519 miliardi di euro nei primi sei mesi, con un aumento del 18,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. I titoli di Stato italiani mantengono volumi elevati, pur con un calo dell’1,5% a 5.905 miliardi. Tra le altre categorie, spicca l’accelerazione degli Etf, i fondi passivi che replicano i panieri sottostanti gli indici azionari: il controvalore complessivo degli scambi ha superato i 119 miliardi di euro, con un balzo di oltre il 60% rispetto al primo semestre del 2025.

La fuga da Piazza Affari non è un fenomeno recente. La Consob sottolinea che l’indebolimento dell’attività di quotazione riflette un cambiamento strutturale dei mercati globali, dove le aziende innovative preferiscono rimanere private più a lungo, finanziandosi attraverso venture capital e private equity. Per il listino milanese, la sfida è invertire questa tendenza, attirando nuove imprese e mantenendo la competitività in un contesto europeo già difficile. I dati del primo semestre del 2026 mostrano una borsa divisa tra performance finanziarie eccellenti e un tessuto produttivo quotato sempre più ridotto.