Tajani propone il taglio dell'Irpef al 33% fino a 60mila euro
Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, rilancia la riduzione della pressione fiscale per il ceto medio, proponendo di estendere l'aliquota al 33% fino a 60mila euro e di detassare le tredicesime.

Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, rilancia la riduzione della pressione fiscale per il ceto medio, proponendo di estendere l'aliquota al 33% fino a 60mila euro e di detassare le tredicesime.
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha rilanciato la proposta di un taglio dell'Irpef per sostenere il ceto medio, ipotizzando di portare l'aliquota al 33% fino a 60mila euro di reddito. L'annuncio è arrivato a margine del congresso toscano di Forza Italia a Grosseto, dove il leader azzurro ha illustrato una serie di misure fiscali da offrire agli alleati di governo.
L'intervento si inserisce nel solco della riduzione di due punti percentuali già varata dal governo nell'ultima manovra, ma limitata allo scaglione intermedio compreso tra 28 e 50mila euro. Tajani punta ora ad estendere lo sconto anche all'ultimo scaglione, quello attualmente fissato al 43%, che penalizza i redditi più alti della fascia media. «Stiamo pensando all'abbassamento dell'Irpef dal 35 al 33% fino a 60mila euro», ha dichiarato il vicepremier, confidando nella fattibilità economica della misura.
Oltre all'Irpef, il ministro ha avanzato altre proposte per ridurre il carico fiscale. Tra queste, la detassazione delle tredicesime, in particolare quelle più basse, la riduzione del bollo auto e la possibilità di dedurre le spese sanitarie sostenute nell'anno in corso. «Se qualcuno ha bisogno di cure importanti, deve avere anche disponibilità economica, quindi ridurre immediatamente queste spese», ha spiegato Tajani.
Il leader di Forza Italia ha poi sottolineato il progetto di utilizzare parte dei quasi duemila miliardi di risparmio privato degli italiani per finanziare infrastrutture fisiche e digitali, una proposta che, a suo dire, sarebbe stata «copiata anche da Elly Schlein». Tuttavia, ha precisato la differenza di fondo: «Loro il capitale privato lo vogliono usare per metterci la patrimoniale, noi invece lo vogliamo fare per ridurre la pressione fiscale».
Tajani ha annunciato anche interventi mirati per i giovani e le donne. Per le startup giovanili, ha proposto la detassazione per i primi cinque anni di attività, oltre a sgravi per chi assume giovani o investe in queste imprese. Sul fronte femminile, ha ricordato i provvedimenti già adottati per le donne lavoratrici con figli, con vantaggi contributivi partiti dalle dipendenti e poi estesi alle partite Iva. «Nessuna donna deve essere costretta a scegliere fra maternità e lavoro», ha affermato.
Sul tema dell'immigrazione, il vicepremier ha rivendicato il calo dei flussi migratori in Italia, pari al 60%, grazie agli accordi internazionali. Ha espresso favore per un incremento dei lavoratori extracomunitari regolari attraverso il decreto Flussi, purché siano persone formate e in grado di inserirsi nel tessuto economico. «Una scelta di buonsenso», ha commentato, ribadendo però la linea dei rimpatri per gli irregolari.
Infine, Tajani ha toccato la questione di Futuro Nazionale e del suo leader, Roberto Vannacci, che secondo il ministro è uscito dal centrodestra e oggi vota con le opposizioni per far cadere il governo. «Noi di Forza Italia non facciamo problemi con nessuno», ha concluso, ribadendo l'impegno della maggioranza a lavorare per dare risposte concrete agli italiani.
