Il turismo italiano continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta nonostante un contesto macroeconomico complesso. Secondo l'analisi congiunturale condotta da Nomisma per Xenia S.p.A. SB nell'ambito del progetto Mapping Tourism Opportunities, nel primo trimestre del 2026 le presenze turistiche in Italia sono aumentate del 7,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre gli arrivi sono cresciuti del 4,2%. Il dato più significativo riguarda la componente internazionale, che ha registrato un incremento del 12,3% nelle presenze e del 10,2% negli arrivi, confermando il ruolo sempre più centrale dei flussi stranieri per il comparto.
Lo studio, basato su un'approfondita analisi desk di fonti primarie e secondarie, restituisce un quadro articolato che intreccia lo scenario congiunturale generale con le dinamiche specifiche del settore ricettivo. Il contesto macroeconomico è segnato da un rallentamento della crescita globale, condizionato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall'andamento dei prezzi energetici. In Italia, la ripresa dell'inflazione ha impatti concreti su famiglie e imprese: il differenziale tra dinamica salariale e inflazionistica resta negativo a -7,1 punti, segnalando una perdita di potere d'acquisto non ancora recuperata rispetto ai livelli pre-2021. I consumi restano deboli e orientati alla cautela, con le spese obbligate — affitti, bollette, trasporti e salute — che pesano per il 70% sul budget delle famiglie italiane, lasciando margini ridotti per la spesa discrezionale. Il risparmio guida e orienta le scelte del 42% della popolazione italiana.
Nonostante queste difficoltà, il settore turistico mostra una buona tenuta complessiva. Nel 2025 l'Italia ha registrato 138,4 milioni di arrivi e 476,9 milioni di presenze complessive, confermandosi quarto paese europeo per arrivi e secondo per presenze, con il 15% del totale delle presenze del continente. Le presenze totali sono cresciute del 2,3% rispetto al 2024, trainate dai flussi stranieri (+4,3%), mentre quelle italiane sono rimaste stazionarie. Il peso della componente straniera sul totale delle presenze ha raggiunto il 56%, confermando l'internazionalizzazione strutturale della domanda turistica italiana. Il comparto alberghiero si conferma il canale ricettivo di riferimento: con il 67,7% degli arrivi e il 60,4% delle presenze totali, gli hotel restano il punto d'accesso principale al turismo italiano. Nel 2025 le presenze alberghiere sono cresciute dell'1,4%, con una tendenza all'allungamento dei soggiorni — la permanenza media è salita a 3,1 notti — che segnala una domanda più matura e orientata alla qualità dell'esperienza.
I dati del primo trimestre 2026 offrono un quadro incoraggiante. La domanda complessiva cresce del 4,2% in termini di arrivi e del 7,5% in termini di presenze rispetto allo stesso periodo del 2025. La componente straniera continua a fare da traino: +10,2% di arrivi e +12,3% di presenze internazionali. Sul fronte della spesa, nei primi tre mesi dell'anno i turisti stranieri hanno già speso 9,1 miliardi di euro, il 5,4% in più rispetto a un anno fa. Se a trainare la crescita resta il comparto extra-alberghiero, con arrivi a +13,1% e presenze a +14,7% nel primo trimestre, anche il comparto alberghiero mostra segnali incoraggianti: nonostante arrivi in calo, le presenze crescono del 3,9% con gli ospiti stranieri a +6,5%, con soggiorni che si allungano, segnale di una clientela sempre più orientata a un'esperienza di soggiorno ricca e prolungata.
Paola Piccioni, Senior Project Manager di Nomisma, ha commentato: «I dati che emergono dalla ricerca ci rendono fiduciosi per il prosieguo della stagione, con prospettive positive per la domanda turistica nel nostro Paese. Nonostante molteplici fattori di incertezza e la pressione economica che caratterizza questa fase, il viaggio si conferma tra le forme di gratificazione personale più ricercate, seconda solo al tempo trascorso con amici e familiari, a dimostrazione del fatto che la propensione al turismo resta solida anche in un contesto di consumi complessivamente cauti».
Ercolino Ranieri, CEO di Xenia S.p.A. Società Benefit, ha aggiunto: «L'internazionalizzazione della domanda e l'allungamento della permanenza media sono probabilmente la nuova normalità del ricettivo italiano. Per Xenia, che ha scelto di presidiare prevalentemente le destinazioni Tier 2 e territori meno presenti nelle rotte principali, questi dati offrono una chiave di lettura che riteniamo molto positiva e che supporta l'orientamento della nostra vision. La collaborazione con Nomisma è molto importante per noi anche per la possibilità di leggere lo scenario in modo chiaro e fare scelte industriali in modo più informato».